A DigiPASS Città di Castello i giornalisti incontrano la gente

Data:

Sabato 30 novembre alle ore 10, presso il DigiPASS Città di Castello presso la Biblioteca Comunale Carducci di Palazzo Vitelli, si svolgerà “Giornalisti tra la gente”, format dell’Ordine Regionale dei Giornalisti dell’Umbria, organizzato in collaborazione con la rete regionale dei DigiPASS della Regione Umbria e il Comune di Città di Castello, finalizzato ad aprire un dibattito sull’informazione che cambia. L’evento, aperto a tutta la cittadinanza, vuole mettere a confronto i giornalisti con i fruitori delle informazioni per confrontarsi su come è cambiato, in particolare con la diffusione dei social network, il modo di informarsi e informare. Il processo di disintermediazione che caratterizza oggi la comunicazione, infatti, consente a chiunque di diventare produttore di contenuti. Per questo è importante riflettere e confrontarsi su quale può essere il ruolo dei giornalisti. “Giornalisti tra la gente – afferma il segretario dell’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria Felice Fedeli – è un momento per confrontarsi e crescere insieme guardandosi in faccia. Lo abbiamo voluto con convinzione per ascoltare e dare risposte e avviare un confronto franco con i fruitori dell’informazione che hanno la possibilità di dialogare con chi fa questo mestiere. A cominciare dai tanti colleghi che operano, con passione e attaccamento al lavoro, sul territorio. All’Odg umbro interessa la gente comune e ben volentieri va nei luoghi dove opera nella quotidianità. E così sarà anche a Città di Castello dove il dibattito sarà di sicuro proficuo”. A discutere con i presenti il Presidente dell’Ordine regionale Roberto Conticelli, il segretario dell’Ordine Felice Fedeli e alcuni consiglieri, che metteranno in evidenza i rischi derivanti dalla diffusione delle fake news e dall’informazione “personalizzata”, veicolata, spesso in modo non consapevole per gli utenti, dalle piattaforme di social network. “Non è la prima volta che il comune di Città di Castello sostiene, attraverso patrocini e collaborazioni, iniziative dell’Ordine dei Giornalisti, dalla formazione professionale obbligatoria a incontri pubblici su tematiche di stretta attualità” – afferma l’Assessore all’Innovazione Digitale e Semplificazione Amministrativa Riccardo Carletti. “Anche quest’ultima pregevole e interessante proposta degli incontri sui territori, promossa dall’ordine, rientra in questa sinergia istituzionale che abbiamo deciso di organizzare in un luogo di facilitazione digitale a favore dei cittadini qual è il Digipass. Dunque, benvenuti a tutti coloro che vi prenderanno parte”.

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Città di Castello, nasce il museo del tartufo: 200 pezzi per raccontare la storia dei “cavatori”

Saverio Bianconi, 72 anni, ha raccolto vanghini, bilance, libri antichi e curiosità legate alla cerca. Alcuni reperti saranno esposti al Salone Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato CITTÀ DI CASTELLO – C'è il primo vanghino con cui ha iniziato a cercare tartufi, quando ancora la ricerca si poteva fare anche con il maiale. Ci sono vecchie bilance, bisacce, attrezzi ormai introvabili, libri ingialliti e persino oggetti recuperati casualmente nei boschi. Tutto raccolto in una stanza che, con il tempo, è diventata qualcosa di più di una semplice collezione privata: un piccolo museo dedicato al mondo del tartufo e alla storia dei suoi cavatori. A metterlo insieme è stato Saverio Bianconi, 72 anni, una vita legata al prezioso tubero e alla cultura della cerca. A Città di Castello, territorio dove la tradizione del tartufo è profondamente radicata, Bianconi ha trasformato una passione in uno spazio capace di raccontare un mestiere, le sue tecniche e soprattutto le tante storie che gli ruotano attorno. Sono oltre 200 i pezzi raccolti nella sala della sua residenza e del laboratorio. Un percorso didattico nel quale trovano posto le diverse varietà di tartufo, le informazioni sui territori di crescita e gli strumenti utilizzati dai cavatori nel corso degli anni. Il museo è nato quasi per caso. Tutto è partito dal ritrovamento di una pagina dedicata al tartufo all'interno di un erbario cinquecentesco del Mattioli. Da quel momento l'idea ha iniziato a prendere forma e quella che era una piccola stanza dell'azienda si è progressivamente riempita di oggetti, testi e testimonianze. «C'è il mio primo vanghino – racconta Bianconi con orgoglio – quando ho iniziato e la ricerca si poteva fare sia con il cane che con il maiale». Tra gli oggetti più curiosi c'è anche quella che Bianconi considera una vera e propria affettatrice da primato, acquistata anni fa in un mercatino a Sansepolcro. E poi i ritrovamenti più insoliti: un tartufo cresciuto dentro una chiocciolina, un altro sviluppatosi all'interno di un ramo secco e persino un paio di occhialini riemersi dal terreno durante uno scavo nella zona di Lama, dove nel 1944 era precipitato un aereo tedesco. Non mancano i documenti. Tra i testi custoditi nella collezione c'è anche la prima monografia sul tartufo di Vittadini. Pagine che raccontano quanto sia lunga la storia del rapporto tra l'uomo e questo particolare frutto del bosco. Il piccolo museo nasce quindi anche con l'idea di conservare una memoria che rischierebbe altrimenti di andare perduta. La “cerca e cavatura del tartufo” è diventata patrimonio culturale immateriale dell'umanità dell'Unesco e rappresenta ancora oggi, nell'Alto Tevere, una tradizione vissuta da centinaia di persone. «Ora che sono in pensione, mi dichiaro un pensionato del tartufo – dice Bianconi – e sto riguardando quello che è dentro questo ambiente. Ogni giorno riaffiorano ricordi indelebili legati a questo mondo». Una parte di questa raccolta uscirà ora dalla stanza che l'ha custodita per anni. Alcuni dei pezzi saranno infatti protagonisti della 46ª edizione del Salone Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato, in programma a Città di Castello il 31 ottobre e 1° novembre, 7-8 novembre e 14-15 novembre. L'inaugurazione è prevista sabato 31 ottobre alle 16.30, con la presenza del sindaco di Alba Alberto Gatto. Un incontro pensato anche per rafforzare il rapporto tra l'Alta Valle del Tevere e il Piemonte, due territori accomunati dalla cultura della...

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