Insieme per Anghiari torna sulla questione del regolamento comunale sull’uso dei fitofarmaci

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“Il Gruppo consiliare Insieme per Anghiari torna sulla dibattuta questione del regolamento comunale sull’uso dei fitofarmaci in agricoltura, un tema tanto importante quanto delicato, bisognoso di un dibattito politico serio quanto doveroso. Dibattito sino ad ora pressoché negato dall’attuale amministrazione comunale che in questi quattro anni di mandato ha respinto freddamente ogni iniziativa del nostro gruppo rivolta anche alla semplice valutazione della possibilità di adottare anche nel nostro Comune un regolamento che disciplini il corretto utilizzo di certe sostanze sul nostro territorio. Ben due interrogazioni tra cui una rivolta al Vice Sindaco nonché Assessore all’ambiente e territorio, Claudio Maggini, sono state liquidate dal Sindaco e dalla sua maggioranza con argomentazioni inconsistenti e superficiali. Un’interpellanza poi trasformata in mozione è invece stata respinta con il voto compatto della maggioranza chiaramente contraria all’adozione di un regolamento di tale natura, seppur con l’astensione della ex Vice Sindaco, Dott.ssa Valentina Zoi. A dir poco assurda la posizione adottata dall’attuale amministrazione su questo tema in questi anni. Peraltro, considerate le nostre insistenze, al Consiglio Comunale del 20.04.2018 il Sindaco aveva ipotizzato di fare un “codice di autotutela” entro il giugno 2018. Cosa rimasta lettera morta. Il rifiuto ad ogni forma di dialogo e di confronto rispetto ad un argomento così sentito e dibattuto ci porta ad essere uno dei Comuni della Valtiberina meno virtuosi da questo punto di vista, anche perché nelle realtà limitrofe, da ultimo a Sansepolcro, un regolamento sul corretto utilizzo dei prodotti fitosanitari è invece stato adottato a larga maggioranza già nel 2018. Ed è proprio partendo dal regolamento adottato a Sansepolcro che il gruppo consiliare Insieme per Anghiari intende riaprire il dibattito su questa tematica che non può non riguardare anche il territorio ed i cittadini di Anghiari. A questo proposito, nei giorni scorsi abbiamo proceduto a depositare il testo del regolamento adottato a Sansepolcro presso la Commissione ambiente e territorio di cui si è chiesta la convocazione. Vogliamo riaprire sul tema una discussione seria e partecipata che non coinvolga solo le forze politiche che fanno parte del Consiglio Comunale ma anche tutti quei soggetti che possono e devono dare un contributo alla ricerca di soluzioni condivise (associazioni di categoria, rappresentanti degli agricoltori, associazioni ambientaliste, rappresentanti della Usl, esperti, medici.…). Ci auguriamo che possa esserci finalmente data l’opportunità di approfondire una questione così importante anche se i nostri precedenti tentativi, categoricamente respinti dall’attuale maggioranza, non ci fanno sperare in niente di buono. Dal canto nostro continueremo a fare il possibile e a tenere aggiornata la cittadinanza. “

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Saverio Bianconi, 72 anni, ha raccolto vanghini, bilance, libri antichi e curiosità legate alla cerca. Alcuni reperti saranno esposti al Salone Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato CITTÀ DI CASTELLO – C'è il primo vanghino con cui ha iniziato a cercare tartufi, quando ancora la ricerca si poteva fare anche con il maiale. Ci sono vecchie bilance, bisacce, attrezzi ormai introvabili, libri ingialliti e persino oggetti recuperati casualmente nei boschi. Tutto raccolto in una stanza che, con il tempo, è diventata qualcosa di più di una semplice collezione privata: un piccolo museo dedicato al mondo del tartufo e alla storia dei suoi cavatori. A metterlo insieme è stato Saverio Bianconi, 72 anni, una vita legata al prezioso tubero e alla cultura della cerca. A Città di Castello, territorio dove la tradizione del tartufo è profondamente radicata, Bianconi ha trasformato una passione in uno spazio capace di raccontare un mestiere, le sue tecniche e soprattutto le tante storie che gli ruotano attorno. Sono oltre 200 i pezzi raccolti nella sala della sua residenza e del laboratorio. Un percorso didattico nel quale trovano posto le diverse varietà di tartufo, le informazioni sui territori di crescita e gli strumenti utilizzati dai cavatori nel corso degli anni. Il museo è nato quasi per caso. Tutto è partito dal ritrovamento di una pagina dedicata al tartufo all'interno di un erbario cinquecentesco del Mattioli. Da quel momento l'idea ha iniziato a prendere forma e quella che era una piccola stanza dell'azienda si è progressivamente riempita di oggetti, testi e testimonianze. «C'è il mio primo vanghino – racconta Bianconi con orgoglio – quando ho iniziato e la ricerca si poteva fare sia con il cane che con il maiale». Tra gli oggetti più curiosi c'è anche quella che Bianconi considera una vera e propria affettatrice da primato, acquistata anni fa in un mercatino a Sansepolcro. E poi i ritrovamenti più insoliti: un tartufo cresciuto dentro una chiocciolina, un altro sviluppatosi all'interno di un ramo secco e persino un paio di occhialini riemersi dal terreno durante uno scavo nella zona di Lama, dove nel 1944 era precipitato un aereo tedesco. Non mancano i documenti. Tra i testi custoditi nella collezione c'è anche la prima monografia sul tartufo di Vittadini. Pagine che raccontano quanto sia lunga la storia del rapporto tra l'uomo e questo particolare frutto del bosco. Il piccolo museo nasce quindi anche con l'idea di conservare una memoria che rischierebbe altrimenti di andare perduta. La “cerca e cavatura del tartufo” è diventata patrimonio culturale immateriale dell'umanità dell'Unesco e rappresenta ancora oggi, nell'Alto Tevere, una tradizione vissuta da centinaia di persone. «Ora che sono in pensione, mi dichiaro un pensionato del tartufo – dice Bianconi – e sto riguardando quello che è dentro questo ambiente. Ogni giorno riaffiorano ricordi indelebili legati a questo mondo». Una parte di questa raccolta uscirà ora dalla stanza che l'ha custodita per anni. Alcuni dei pezzi saranno infatti protagonisti della 46ª edizione del Salone Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato, in programma a Città di Castello il 31 ottobre e 1° novembre, 7-8 novembre e 14-15 novembre. L'inaugurazione è prevista sabato 31 ottobre alle 16.30, con la presenza del sindaco di Alba Alberto Gatto. Un incontro pensato anche per rafforzare il rapporto tra l'Alta Valle del Tevere e il Piemonte, due territori accomunati dalla cultura della...

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