Usl Umbria 1, non si ferma la generosità dei tifernati verso l’ospedale

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La generosità e lo spirito solidarietà delle associazioni e dei privati verso l’ospedale di Città di Castello non si ferma mai. Negli ultimi mesi sono arrivati strumenti, arredi e materiale informatico regalati da associazioni, privati e ditte che il direttore medico di presidio facente funzione Giuseppe Vallesi ha voluto ringraziare personalmente nel corso di un incontro che si è tenuto il 25 febbraio all’ospedale di Città di Castello. “La donazione – ha aggiunto il dottor Vallesi – ha un grande valore non solo di termini di denaro ma di solidarietà con i cittadini che partecipano attivamente ad una sanità che funziona. Ogni donazione è ossigeno per il nostro lavoro perché significa soddisfazione dei cittadini per i servizi ricevuti”. 

Il Pronto soccorso dell’ospedale di Città di Castello, grazie al Rotary club di Città di Castello, si è dotato di un pulsossimetro mentre, per i meriti dell’Inner Wheel, l’unità di Anestesia e rianimazione potrà contare su un doppler vascolare. 

Per intervento della onlus Gli amici di Simone l’unità di Radioterapia può contare su un sistema Medspira Breath-Hold Es, strumento innovativo per limitare i margini di errore dovuti ai movimenti respiratori durante i trattamenti radioterapici. 

L’unità di Cardiologia, inoltre, per interessamento de Gli amici del Cuore di Città di Castello, può contare su 4 barelle ad altezza variabile, su un monitori-registratore per la pressione arteriosa e su un sistema di lettura Holter Synescope.

Ma non sono soltanto le associazioni ad aver dato il proprio contributo al miglioramento dell’ospedale. Anche tanti privati hanno voluto regalare denaro o strumentazioni alla struttura. La signora Elisa Brondi, infatti, ha contribuito con una donazione alle spese correnti per il Pronto soccorso mentre la signora Emanuela Girelli ha messo a disposizione del reparto di Cardiologia un frigorifero per alimenti. 

Ad Oncologia sono stati donati un notebook dal signor Roberto Tofanelli, un computer dalla signora Francesca Scarscelli, un pc con accessori e un televisore Lg da 60 pollici da parte della signora Linda Brunelli. Alessandro Epi e Riccardo Fiorucci hanno donato alla struttura complessa due quadri. 

In occasione della prima edizione di Babbo Natale in corsia la ditta Angelini ha donato 98 giochi per i bambini ricoverati che sono stati consegnati dai vigili del fuoco. 

Per l’ospedale di Umbertide il Country Golf Club Caldese, invece, ha donato due Holter pressori. 

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Città di Castello, nasce il museo del tartufo: 200 pezzi per raccontare la storia dei “cavatori”

Saverio Bianconi, 72 anni, ha raccolto vanghini, bilance, libri antichi e curiosità legate alla cerca. Alcuni reperti saranno esposti al Salone Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato CITTÀ DI CASTELLO – C'è il primo vanghino con cui ha iniziato a cercare tartufi, quando ancora la ricerca si poteva fare anche con il maiale. Ci sono vecchie bilance, bisacce, attrezzi ormai introvabili, libri ingialliti e persino oggetti recuperati casualmente nei boschi. Tutto raccolto in una stanza che, con il tempo, è diventata qualcosa di più di una semplice collezione privata: un piccolo museo dedicato al mondo del tartufo e alla storia dei suoi cavatori. A metterlo insieme è stato Saverio Bianconi, 72 anni, una vita legata al prezioso tubero e alla cultura della cerca. A Città di Castello, territorio dove la tradizione del tartufo è profondamente radicata, Bianconi ha trasformato una passione in uno spazio capace di raccontare un mestiere, le sue tecniche e soprattutto le tante storie che gli ruotano attorno. Sono oltre 200 i pezzi raccolti nella sala della sua residenza e del laboratorio. Un percorso didattico nel quale trovano posto le diverse varietà di tartufo, le informazioni sui territori di crescita e gli strumenti utilizzati dai cavatori nel corso degli anni. Il museo è nato quasi per caso. Tutto è partito dal ritrovamento di una pagina dedicata al tartufo all'interno di un erbario cinquecentesco del Mattioli. Da quel momento l'idea ha iniziato a prendere forma e quella che era una piccola stanza dell'azienda si è progressivamente riempita di oggetti, testi e testimonianze. «C'è il mio primo vanghino – racconta Bianconi con orgoglio – quando ho iniziato e la ricerca si poteva fare sia con il cane che con il maiale». Tra gli oggetti più curiosi c'è anche quella che Bianconi considera una vera e propria affettatrice da primato, acquistata anni fa in un mercatino a Sansepolcro. E poi i ritrovamenti più insoliti: un tartufo cresciuto dentro una chiocciolina, un altro sviluppatosi all'interno di un ramo secco e persino un paio di occhialini riemersi dal terreno durante uno scavo nella zona di Lama, dove nel 1944 era precipitato un aereo tedesco. Non mancano i documenti. Tra i testi custoditi nella collezione c'è anche la prima monografia sul tartufo di Vittadini. Pagine che raccontano quanto sia lunga la storia del rapporto tra l'uomo e questo particolare frutto del bosco. Il piccolo museo nasce quindi anche con l'idea di conservare una memoria che rischierebbe altrimenti di andare perduta. La “cerca e cavatura del tartufo” è diventata patrimonio culturale immateriale dell'umanità dell'Unesco e rappresenta ancora oggi, nell'Alto Tevere, una tradizione vissuta da centinaia di persone. «Ora che sono in pensione, mi dichiaro un pensionato del tartufo – dice Bianconi – e sto riguardando quello che è dentro questo ambiente. Ogni giorno riaffiorano ricordi indelebili legati a questo mondo». Una parte di questa raccolta uscirà ora dalla stanza che l'ha custodita per anni. Alcuni dei pezzi saranno infatti protagonisti della 46ª edizione del Salone Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato, in programma a Città di Castello il 31 ottobre e 1° novembre, 7-8 novembre e 14-15 novembre. L'inaugurazione è prevista sabato 31 ottobre alle 16.30, con la presenza del sindaco di Alba Alberto Gatto. Un incontro pensato anche per rafforzare il rapporto tra l'Alta Valle del Tevere e il Piemonte, due territori accomunati dalla cultura della...

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