L’associazione “i fiori di lilla” lancia il concorso #iorestoacasaedisegno dal 26 marzo al 12 aprile

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In questo momento di emergenza così delicato, l’Associazione di Volontariato I Fiori di Lillà, assieme ad altre attività di sostegno al territorio che sta mettendo in atto con i propri fondi e di cui a breve si darà informazione all’intera comunità, ha indetto il Concorso #iorestoacasaedisegno rivolto ai più piccoli, in partenza da giovedì 26 marzo fino a domenica 12 aprile.ambini dai 0 ai 10 anni (fino alla classe V della scuola primaria) potranno partecipare inviando, grazie all’aiuto dei genitori, all’indirizzo email dell’Associazione ifioridililla@libero.it un disegno a tema libero, realizzato in questi giorni nei quali siamo tutti costretti a casa. Saranno premiati da apposita giuria i 5 disegni più belli, e i vincitori riceveranno in premio materiale didattico e da disegno di alta qualità.
Ogni bambino compreso nella fascia di età indicata potrà inviare un solo disegno, indicando nella mail i seguenti dati: Nome, Cognome ed età (nel rispetto totale delle normative di privacy), località di residenza, classe e scuola di appartenenza, oltre ad un contatto telefonico in caso di vittoria.
La giuria dedicata sceglierà i vincitori e alla fine di questa emergenza saranno pubblicati sulla nostra pagina ufficiale Facebook e sul nostro sito www.ifioridililla.com data e luogo della premiazione.
Le opere ricevute entro i termini saranno valutate per espressività ed originalità, per questo sarebbe opportuno che il bambino o il familiare presentasse minimamente l’elaborato prodotto. Potranno partecipare anche le mamme in dolce attesa ed i genitori dei neonati, un modo particolare che l’Associazione ha ideato per coinvolgere tutto il mondo infantile, anche quello che sta per arrivare o che è arrivato da poco!
Con questa iniziativa, I Fiori di Lillà vogliono invitare tutti a stare a casa fino alla fine dell’emergenza e a seguire le regole che vengono impartite dalle autorità, ricorrendo al disegno non solo come un momento familiare ed esperienza creativa ma considerandolo importante strumento espressivo dei bambini. In giornate così cariche di tensioni e di preoccupazioni, il Concorso #iorestoacasaedisegno rappresenta un modo carino, solidale ed affettuoso per mostrare vicinanza ai più piccoli e tenerli con un motivo in più serenamente impegnati nel difficile momento storico che stiamo vivendo, che ci si augura possa passare il prima possibile.

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Città di Castello, nasce il museo del tartufo: 200 pezzi per raccontare la storia dei “cavatori”

Saverio Bianconi, 72 anni, ha raccolto vanghini, bilance, libri antichi e curiosità legate alla cerca. Alcuni reperti saranno esposti al Salone Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato CITTÀ DI CASTELLO – C'è il primo vanghino con cui ha iniziato a cercare tartufi, quando ancora la ricerca si poteva fare anche con il maiale. Ci sono vecchie bilance, bisacce, attrezzi ormai introvabili, libri ingialliti e persino oggetti recuperati casualmente nei boschi. Tutto raccolto in una stanza che, con il tempo, è diventata qualcosa di più di una semplice collezione privata: un piccolo museo dedicato al mondo del tartufo e alla storia dei suoi cavatori. A metterlo insieme è stato Saverio Bianconi, 72 anni, una vita legata al prezioso tubero e alla cultura della cerca. A Città di Castello, territorio dove la tradizione del tartufo è profondamente radicata, Bianconi ha trasformato una passione in uno spazio capace di raccontare un mestiere, le sue tecniche e soprattutto le tante storie che gli ruotano attorno. Sono oltre 200 i pezzi raccolti nella sala della sua residenza e del laboratorio. Un percorso didattico nel quale trovano posto le diverse varietà di tartufo, le informazioni sui territori di crescita e gli strumenti utilizzati dai cavatori nel corso degli anni. Il museo è nato quasi per caso. Tutto è partito dal ritrovamento di una pagina dedicata al tartufo all'interno di un erbario cinquecentesco del Mattioli. Da quel momento l'idea ha iniziato a prendere forma e quella che era una piccola stanza dell'azienda si è progressivamente riempita di oggetti, testi e testimonianze. «C'è il mio primo vanghino – racconta Bianconi con orgoglio – quando ho iniziato e la ricerca si poteva fare sia con il cane che con il maiale». Tra gli oggetti più curiosi c'è anche quella che Bianconi considera una vera e propria affettatrice da primato, acquistata anni fa in un mercatino a Sansepolcro. E poi i ritrovamenti più insoliti: un tartufo cresciuto dentro una chiocciolina, un altro sviluppatosi all'interno di un ramo secco e persino un paio di occhialini riemersi dal terreno durante uno scavo nella zona di Lama, dove nel 1944 era precipitato un aereo tedesco. Non mancano i documenti. Tra i testi custoditi nella collezione c'è anche la prima monografia sul tartufo di Vittadini. Pagine che raccontano quanto sia lunga la storia del rapporto tra l'uomo e questo particolare frutto del bosco. Il piccolo museo nasce quindi anche con l'idea di conservare una memoria che rischierebbe altrimenti di andare perduta. La “cerca e cavatura del tartufo” è diventata patrimonio culturale immateriale dell'umanità dell'Unesco e rappresenta ancora oggi, nell'Alto Tevere, una tradizione vissuta da centinaia di persone. «Ora che sono in pensione, mi dichiaro un pensionato del tartufo – dice Bianconi – e sto riguardando quello che è dentro questo ambiente. Ogni giorno riaffiorano ricordi indelebili legati a questo mondo». Una parte di questa raccolta uscirà ora dalla stanza che l'ha custodita per anni. Alcuni dei pezzi saranno infatti protagonisti della 46ª edizione del Salone Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato, in programma a Città di Castello il 31 ottobre e 1° novembre, 7-8 novembre e 14-15 novembre. L'inaugurazione è prevista sabato 31 ottobre alle 16.30, con la presenza del sindaco di Alba Alberto Gatto. Un incontro pensato anche per rafforzare il rapporto tra l'Alta Valle del Tevere e il Piemonte, due territori accomunati dalla cultura della...

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