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L’Associazione Cultura della Pace, vista l’attuale drammatica situazione che si è creata in Europa, con il rischio concreto di una guerra nucleare alle porte, chiede:

a tutte le forze politiche presenti in città e nel Consiglio Comunale, oltre alle forze sociali, culturali e sindacali, una presa di posizione contraria ad ogni tipo di azione violenta quale risoluzione del conflitto in essere, invitando i rappresentanti istituzionali italiani ed europei, a fare di tutto per porre le condizioni per realizzare una conferenza di pace che porti alla risoluzione del conflitto attraverso una mediazione. 

Si chiede pertanto, la redazione di un documento ufficiale che il Consiglio Comunale della Città della Cultura della Pace, nel suo insieme, potrebbe inviare alle più alte cariche dello Stato per far sentire la propria preoccupata voce per la situazione che si è venuta a creare dopo l’aggressione della Russia nei confronti dell’Ucraina e i rischi di un aggravamento e conseguente allargamento del conflitto, senza la disponibilità ad aprire al negoziato, desiderosa di risoluzioni nonviolente della crisi. 

La guerra non può rappresentare la soluzione, ma una delle principali cause delle crisi. La guerra è un assassinio generalizzato, pagato dalla povera gente, da cittadini inermi, da persone che non l’hanno decisa. La guerra invade ogni ambito e spazio: crollano i mercati, aumentano i costi delle materie prime e di ogni unità di prodotto, i salari perdono potere d’acquisto. Dire basta alle guerre e alla folle corsa al riarmo è nell’interesse di tutti e di tutte. È l’unica strada che ci può far uscire dalla crisi del sistema, dall’inumanità che si registra.

Associazione Cultura della Pace

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