“IMMAGINA anche” di Andrea Vezzini, dal 15 al 23 luglio, Pinacoteca Comunale Città dì Castello

Data:

Sabato 15 luglio 2023 alle ore 17,30, presso la Pinacoteca Comunale in Largo Mons. Muzzi a Città di Castello, verrà inaugurata la mostra fotografica “IMMAGINA anche di Andrea Vezzini.

La mostra resterà aperta fino a domenica 23 luglio, con il seguente orario:

dal martedì alla domenica dalle ore 17,00 alle ore 18,30.

Ingresso libero.

Per informazioni: Andrea Vezzini: 339-1163387

Brevi note sul lavoro:

Ah… il Postmoderno!

Tutto è già stato immaginato e tutto trasformato in immagine.

C’è rimasto ancora qualcosa da immaginare? É possibile ancora immaginare qualcosa?

O l’immaginazione non è più necessaria; ovvero, siamo condannati a immaginare tutto attraverso l’immaginazione di altri?

A “vedere” tutto attraverso la visione di altri.

Passeggiamo nelle immagini che abbiamo del mondo senza sapere con certezza se poi sono veramente le nostre. Ci lasciamo sempre più fuorviare dalla trappola della cartolina e dal formalismo dei dettagli. 

Del resto, noi possiamo “vedere” solo ciò che siamo pronti a vedere, no?

Ma questo profluvio di immagini, ci arricchisce o ci porta via qualcosa?

Oramai viviamo immersi in una cultura della simulazione, frutto di una visione della realtà in cui noi tutti siamo immersi e a cui tutti, più o meno consapevoli, partecipiamo.

Non siamo più in grado di riconoscere la trappola delle apparenze.

Niente più originali: solo copie di copie, simulacri di simulacri.

Una sorta di plagio collettivo nei labirinti del verosimile.

Un archivio di ombre. Oro falso.

Tutto un “far credere” e tutto subito dimenticato.

E forse le persone suppongono di vivere ognuna una propria realtà differente dagli altri,

solo perché conoscono cose un po’ diverse; e chissà, credono così anche di pensare in modo diverso.

Noi tutti, complici nell’ambiguità, troviamo sempre più difficile decifrare un mondo che corre e corre; forse che stiamo superando il nostro potenziale simbolico e non abbiamo più segni adatti a descriverlo?

Che la realtà sia irrimediabilmente persa e noi tutti stiamo vivendo l’immagine di noi stessi?

E forse che per recuperarla sarà sufficiente rallentare la visione delle immagini, diminuirne la quantità ointerromperne il flusso?

A meno che l’uomo non sia ormai un essere antiquato, e quelle che crediamo di vedere non siano in effetti checornici senza immagini: un’allucinazione collettiva. 

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