Opit tiene acceso un focus sulla tabacchicoltura per il settore prospettive positive
Ministero dell’agricoltura e Coldiretti hanno rinnovato l’accordo con Philip Morris, in dirittura d’arrivo un protocollo con Manifatture sigaro toscano
Rimettere al centro la tabacchicoltura in un territorio come quello umbro in cui questo comparto agricolo riveste un ruolo centrale. Questo l’obiettivo del convegno ‘Filiera tabacco, nuove sfide e prospettive’ che Opit (Organizzazione produttori italiani tabacco) e ONT (Organizzazione nazionale tabacco) hanno organizzato in occasione di Agriumbria, al quale hanno partecipato personalità apicali di questo settore insieme a molti imprenditori e produttori. All’incontro, coordinato da Francesco Martella, responsabile organizzativo di Opit, erano infatti presenti Alberto Mantovanelli, presidente di Opit, Gennarino Masiello, presidente Ont e vicepresidente di Coldiretti, Albano Agabiti presidente Coldiretti Umbria, Cesare Trippella, Head of Leaf Eu Philip Morris, Massimo Biondo, direttore acquisti e sviluppo prodotto Manifatture sigaro toscano, e Simona Meloni, assessore alle politiche agricole e agroalimentari della Regione Umbria. “Da quattro anni – ha commentato Martella – organizziamo questo convegno perché in una fiera importante come Agriumbria, non può non esserci un momento di confronto sulla filiera rilevante e trainante per l’economia umbra. Ancora più rilevante quest’anno, dove per la prima volta, due manifatture importanti Philips Morris ed MST (manifattura sigaro toscano) hanno presentato un accordo di lungo periodo che dà ai produttori stabilità e possibilità di programmare gli investimenti su un orizzonte temporale certo”. La campagna tabacchicola per il 2024 è stata “complessa – ha spiegato Alberto Mantovanelli – ma con un risvolto positivo in termini di soddisfazione per il mercato. Abbiamo avuto fortunali: ha impattato negativamente la grande quantità di pioggia in fase di raccolta, oltre la grandine in alcune aree. Abbiamo un punto di attenzione su questi rischi, stiamo approcciando a nuovi strumenti che possano tutelare il reddito e gli investimenti delle imprese”. Il presidente Masiello ha fatto un’ampia riflessione sugli scenari economici e politici con cui si dovrà confrontare il settore nel prossimo futuro tenendo conto del contesto geopolitico che stiamo attraversando, guerra, dazi, tensioni sui prezzi degli input, accordi di libero scambio, revisione della PAC post 2027, TED, TPD, COP 11 “una serie di questioni – ha commentato – che amplificano l’incertezza politica e rispetto alle quali stiamo lavorando per creare le condizioni per superare le difficoltà e riportare il settore su un sentiero di crescita”. “La parola d’ordine per fare questo percorso – ha spiegato il presidente Masiello –, è ‘insieme’, non solo alle imprese agricole e alle strutture organizzate della produzione agricola, ma anche alle altre fasi della filiera, come nel caso di Philip Morris Italia, Manifatture Sigaro Toscano, due realtà con cui Ont Italia da tempo è impegnata nel sostenere la filiera. Insieme a questi partner, che hanno garantito prospettiva temporale per il prossimo decennio, insieme anche alla politica e alle istituzioni potremmo guardare alle sfide future, recuperando il concetto di sovranità nel senso più nobile del termine”. “Per Philip Morris – ha spiegato Trippella – le prospettive per i prossimi anni sono positive. A novembre 2024 abbiamo rinnovato l’accordo con Coldiretti e Ministero dell’Agricoltura dando una visione di dieci anni ai nostri produttori per assicurare una prevedibilità, una certezza dal punto di vista economico affinché possano fare giusti investimenti, ottimizzare ed essere sempre più competitivi”. “Il sigaro toscano – ha commentato Biondo – è un prodotto apprezzato in tutto il mondo, con vendite che stanno aumentando anno dopo anno sia in Italia che all’estero. La prospettiva è di investire sulla filiera del tabacco italiano che è la base della miscela per il sigaro toscano. Abbiamo in dirittura di arrivo un protocollo d’intesa con il Ministero dell’agricoltura che garantisce il nostro impegno ad acquistare la quasi totalità del tabacco Kentucky Fire Cured in Italia, un accordo decennale a cui l’azienda guarda con molta fiducia”. “L’Umbria – ha concluso l’assessore Meloni – ha una tradizione tabacchicola molto importante, nel 2011 sembrava che questa radice dell’Umbria per le grandi difficoltà che stata vivendo non avrebbe superato il contraccolpo e invece oggi possiamo vedere come grazie al lavoro di squadra interistituzionale e a importanti imprenditori questa tradizione è stata mantenuta e ci pone tra le principali regioni produttrici di tabacco. C’è disponibilità a supportare questa filiera e soprattutto a continuare a lavorare in termini di sostenibilità ambientale anche con strumenti innovativi e nuove tecnologie. I novemila addetti dell’Umbria del settore del tabacco dovranno continuare a lavorare serenamente e su questo cercheremo di operare insieme nei prossimi anni”.
Carla Adamo