“L’imbarazzo nelle risposte dell’Assessore Braccalenti alla mia ennesima interrogazione sui varchi elettronici in Centro storico evidenzia sempre più come la scelta dell’Amministrazione comunale sia stata inopportuna e scellerata. Giova ricordare l’irrisione cui fui sottoposto nell’ottobre 2023 quando proposi un rinvio a gennaio 2025 e gli squilli di tromba con cui si annunciava come il 2024 sarebbe stato l’anno dei varchi elettronici in centro.
Ora, a 2025 inoltrato, si rimarca l’inevitabilità della scelta per non essere sottoposti a danno erariale essendo stati ricevuti contributi pubblici per acquisto e installazione, ma si certifica un’ulteriore imbarazzante rinvio per la volontà di installare un ulteriore impianto tra Piazza Fanti e Corso Cavour totalmente assurdo ma determinante per evitare ingressi e uscite fuori controllo conseguenza dalla completa assenza dei varchi elettronici nel quartiere San Giacomo. A questo si aggiunga la totale mancata applicazione dell’ordinanza del Comandante della Polizia locale del dicembre 2023 con cui si variava segnaletica orizzontale e circolazione nel Centro storico propedeutica al funzionamento dei varchi che certifica una navigazione a vista sulla pelle di residenti ed attività commerciali di un Centro Storico moribondo. Ciliegina sulla torta il caos rinnovo permessi tra vetrofanie e QR code futuribili sempre rinviati a data da destinarsi, rischio code o regolamentazioni per zone che produrranno perdite di tempo per gli utenti travestendo da razionalizzazione un totale gap decisionale.
Concludendo la risposta all’interrogazione del sottoscritto e con un’ulteriore sollecitazione l’Assessore ha dato appuntamento a luglio per l’attivazione ma sono aperte scommesse per un ennesimo rinvio a settembre.
Premesso che non si versano lacrime per il momentaneo fallimento del ‘ennesima politica omicida del Centro storico si sottolinea come i varchi siano ormai li da due anni ed il rischio usura e fallimento ricordando il mai abbastanza criticato pilomat il cui cadavere ancora oggi a memento dell’incapacità amministrativa, quotidianamente calpestiamo con le suole delle nostre scarpe e con gli pneumatici delle nostre macchine”.



