“Scienza e natura nel mondo di Ulisse Aldrovandi. Tesori nascosti dalla collezione del Fondo antico della Biblioteca comunale Carducci”, è il titolo della mostra inaugurata ieri presso Palazzo Vitelli a Sant’Egidio, sede della Biblioteca comunale “Carducci”. La mostra, presso la sala “Eliana Pirazzoli” della biblioteca, resterà aperta fino al 13 settembre e renderà visibili ai curiosi e agli appassionati alcuni volumi dell’opera del naturalista bolognese, tutti dedicati al regno animale e pubblicati intorno alla metà del XVII secolo. I volumi esposti riproducono tutti soggetti del regno animale (pesci, uccelli, insetti, mammiferi). Si tratta di xilografie, incise su legno di pero, che Aldrovandi faceva eseguire a sue spese sulla base di disegni effettuati da uno stuolo di disegnatori, pittori e incisori, che continuarono l’impresa iconografica anche nei decenni successivi alla sua morte.
Ma l’interesse per le scienza naturali di Ulisse Aldrovandi per il mondo naturale non si limitava alla zoologia. Egli compose anche uno dei primi erbari “moderni” organizzando, in 15 volumi rilegati, oltre 5000 campioni di piante essiccate. Titolare della cattedra universitaria dei Semplici presso lo Studio bolognese, Ulisse Aldrovandi ottenne la possibilità di fondare un orto botanico in città, il quarto al mondo dopo Pisa, Padova e Firenze. L’Orto Pubblico dei Semplici venne aperto a Bologna nel 1568 all’interno del Palazzo comunale, in luogo dell’antico Viridario già presente dal Medioevo, sul terreno oggi occupato dalla biblioteca Salaborsa. Nato come vera e propria aula didattica all’aperto dove gli studenti imparavano a conoscere le erbe medicinali e loro proprietà curative, l’Orto venne successivamente arricchito da specie esotiche e rare tanto da contare in pochi anni circa 800 piante. Ben presto lo spazio risultò troppo piccolo e l’Orto subì diversi spostamenti fino all’attuale sede in via Irnerio.
A ricordo del suo fondatore, è stato creato un nuovo Orto dei Semplici, così erano chiamati i primi giardini botanici, che riprende la pianta e rievoca lo spirito dell’orto aldrovandiano. Ciò che rimane delle ricchissime collezioni raccolte in vita da Ulisse Aldrovandi, che a buon diritto può essere definito il padre della storia naturale moderna, è oggi visibile nel Museo di Palazzo Poggi, presso l’ateneo bolognese, dove in un’ampia sala è custodito il suo “teatro di natura” ; così venne definita la collezione di naturalia che lo studioso raccolse presso la sua abitazione e che ancora stupisce i visitatori per i suoi esemplari di coccodrilli, pesci palla e serpenti. Fra i volumi in mostra anche una testimonianza sulla famiglia Vitelli riprodotta in una volta del palazzo Vitelli a San Giacomo proprio sopra l’ingresso della sala “Eliana Pirazzoli”. La mostra sarà visitabile negli orari di apertura della biblioteca, quindi: da venerdì 29 e sabato 30 agosto solo la mattina, dalle 9 alle 13. A partire dal 1 settembre il lunedì dalle 15 alle 19 e dal martedì al sabato dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19. Sabato 6 settembre, in occasione della Mostra nazionale del libro e della stampa antica la mostra sarà visitabile anche nel pomeriggio, dalle 15 alle 19.
Ulisse Aldrovandi (Bologna, 1522-1605), è stato un tipico rappresentante dell’indirizzo naturalistico enciclopedico, che si sviluppò nei secoli XVI e XVII, di cui altri esempi furono, prima di lui, Konrad Gesner e, dopo, John Johnston. Proveniente da una famiglia di antica nobiltà, ebbe una formazione eclettica, che spaziava dalla giurisprudenza, alla logica, alla filosofia, alla matematica, alla medicina. Mosso da una curiosità vivissima per tutto ciò che lo circondava, dedicò la sua vita, oltre che all’insegnamento nell’ateneo bolognese, alla raccolta, all’analisi e alla classificazione di campioni prelevati dai diversi mondi della natura – erbe e piante, animali, minerali, fossili -, che fece riprodurre a sue spese da ottimi incisori e disegnatori, nella convinzione che l’uso delle immagini fosse uno straordinario mezzo di conoscenza e divulgazione. Aldrovandi è anche considerato il precursore del moderno museo di Storia naturale, quale luogo di memoria e conoscenza, in cui si sedimenta il fondo ancestrale delle nostre origini.
“I libri qui esposti, tutti pubblicati dopo la sua morte e tutti dedicati al regno animale, pur testimoniando soltanto uno dei molteplici interessi di Ulisse Aldrovandi – hanno precisato l’assessore alla cultura, Michela Botteghi e la responsabile della biblioteca, Patrizia Montani – rappresentano la parte più cospicua della sua opera edita e provengono tutti dal Convento dei Frati minori osservanti di San Giovanni Battista (Zoccolanti) di Città di Castello. Ogni specie è descritta separatamente e per ciascuna viene fornita un’impressionante quantità di dati, in gran parte attinti dalle opere dei classici, dai bestiari medievali e da altre compilazioni.”