Entra decisamente nel vivo il programma dell’Anno Accademico 2025-2026 dell’Università della Terza Età di Città di Castello Aps, con tanti nuovi corsi che inizieranno la prossima settimana.
Questo il dettaglio delle varie proposte:
Lunedì 12 gennaio
ore 9 – Tai chi (Docente. Giorgio Maderna)
ore 10,30 – Disegno e pittura (docente: Sergio Bianchini)
ore 15,30 – Club della lettura (docente: Teresa Gambuli)
Martedì 13 gennaio
ore 9 ed ore 10 – AFA (Docente: Luca Castellari)
ore 9 ed ore 10 – Educazione motoria (Docente: Luciano Capaccioni)
ore 15 – Inglese (docente: Kerry Oldham)
ore 16 – Spagnolo (docente: Caterina Borsi)
Mercoledì 14 gennaio
ore 9, ore 10 ed ore 11– Avviamento al Pilates (Docente: Giorgio Galli)
ore 15 – Yoga (Docente: Thea Benedetti)
ore 15,30 – Storia dell’arte. Il linguaggio delle grandi cattedrali greche (docente: Ornella Baldicchi)
ore 16,30 – Riflessologia plantare (docente: Debora La Groia)
Giovedì 15 gennaio
ore 9 ed ore 10 – Educazione motoria (Docente: Luciano Capaccioni)
ore 11– AFA (Docente: Luciano Capaccioni)
Venerdì 16 gennaio
ore 9 ed ore 10 – AFA (Docente: Luca Castellari)
ore 15,30 – Conversazioni sulla salute – “L’obesità come malattia cronica” (docente: Valentina Cucchiarini di “Farmacie Tifernati)
ore 16,30 – Cittadinanza digitale (docente: Renato Vibi)
La “Lezione del giovedì”in programma il 15 gennaio alle ore 16 vedrà la presenza in veste di relatrice di Teresa Gambuli, che parlerà sul tema “Carissimi sono a Zara con i miei soldati. Un partigiano tifernate nei Balcani”.Si tratta del secondo appuntamento del percorso didattico “La Memoria” che si concluderà il 29 gennaio con un’uscita al Bunker di Soratte.
La “Lezione del giovedì” dell’8 gennaio aveva invece visto la presenza come relatrice di Natalia Cangi della Fondazione Archivio dei Diari di Pieve Santo Stefano, realtà che svolge una preziosa opera di conservazione e ricerca continua di scritti e testimonianze di persone comuni che hanno vissuto gli orrori della guerra.
Dall’Archivio dei diari, sono state lette le memorie di Giuseppina Porri di Arezzo, figlia di un fornaio considerato sovversivo e ferocemente perseguitato, quelle di Pasqualina Caruso, una giovane siciliana che viveva a Napoli e dopo l’8 settembre 1943 rimane stupita che ancora la guerra continuasse con frequenti bombardamenti e devastazioni, quelle di Magda Ceccarelli De Grada, che dal 1940 al 1945 scrisse pagine per annotare le terribili vicissitudini subite dalla sua famiglia antifascista e quelle di Mario Pincardini, operaio della “Buitoni” di Sansepolcro che organizzò con alcuni giovani un’originale forma di resistenza.



