Serata con il Cai di Sansepolcro e il Cai di Arezzo giovedì 22 gennaio alle 21,15. La ferrata più antica d’Italia, il giardino sulla montagna, il rifugio Pellegrini e le cave di marmo per raccontare le nostre Alpi
Sansepolcro 17 gennaio 2026 – Scalare in sicurezza ma con ironia la più antica ferrata d’Italia, quella del Monte Procinto; scoprire la biodiversità di un’area tanto affascinante quanto ferita dalle cave come le Alpi Apuane e il suo Monte Nona; fermarsi all’orto botanico Pellegrini-Ansaldi tre ettari di specie rare ed endemiche; riposare nel rifugio Cai Puliti; raccontare il continuo mutamento di un territorio dall’equilibrio fragile; ascoltare le storie di chi ci abita.
Tutto in un film documentario di cui è protagonista Giovanni Storti, sì, quello del famoso trio di Aldo, Giovanni e Giacomo, il quale da anni ha intrapreso il percorso della salvaguardia dell’ambiente diventandone un testimone di successo attraverso i social.
Il film “Tra natura e quota. Giovanni Storti sopravvive alle Alpi Apuane” verrà proiettato giovedì 22 gennaio alle 21,15 al cinema Nuova Aurora di Sansepolcro grazie alla collaborazione tra il Cai di Sansepolcro e il Cai di Arezzo, e sarà introdotto da Fulvio Ducci, presidente del Comitato scientifico regionale della Toscana del Club Alpino Italiano. Biglietto a 6 euro per i soci Cai (presentando la tessera), 8 euro per i non soci.
Scritto e diretto da Manuel Zarpellon e Giorgia Lorenzato, prodotto da Cineblend in collaborazione con il Cai e presentato al Trento Film Festival, il film è un viaggio fra Garfagnana e Lunigiana, fra Toscana e Liguria, lardo di colonnata e le cave di marmo.
Ma si possono affrontare le Apuane con il sorriso? Storti, come dichiarato presentando il film, non ha dubbi: “Affronto tutto cercando di portare ironia e comicità.
È una sfida per me, impegnarmi a sensibilizzare sull’ambiente, perché penso che tutto debba partire dalla consapevolezza di quanto sia importante. In questo caso è stato impegnativo perché non mi avevano detto che avrei dovuto scendere dalla stessa ferrata. Ho chiesto dov’era il sentiero, ma non c’era. Ma il nostro racconto non è per alpinisti eroici, ma per mostrare che in montagna si pu andare, in sicurezza, godendosela”.
Quindi ambiente, sicurezza, equilibrio, rispetto sono le parole chiave per un posto come le Apuane dove, ricorda Storti “la sua lunga storia di scavi ed estrazione ha dimostrato come il capitalismo abbia vinto da tempo. C’è ancora un territorio molto selvaggio, con molte possibilità di bellezza naturale, ma è molto difficile trovare un equilibrio fra i posti di lavoro per l’estrazione del marmo e la preservazione della natura”.
Compagni di viaggio durante le riprese Alessio Piccioli, presidente della Sosec (Struttura operativa sentieri e cartografia) e membro della scuola centrale di scialpinismo del Cai, Andrea Ribolini guida ambientale escursionistica, la biologa Elena Alberti, Gionata Landi guida alpina e tecnico di elisoccorso del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico, Alberto Grossi profondo conoscitore delle Apuane e del loro sfruttamento per il marmo, Veronica Pierotti presidente della Sezione Cai di Forte dei Marmi.
Un film in cui c’è di tutto, considerare il sentiero come luogo di incontro di persone e animali, insegnare alla gente come si va in montagna dall’abbigliamento alle attrezzature, cosa fare se ci si perde o per chiedere soccorso, come affrontare gli imprevisti, Un’occasione per scoprire con ironia un territorio selvaggio e riflettere sui problemi che ne minacciano la conservazione.



