Un’opera straordinaria da conoscere e valorizzare, ma anche da tutelare e difendere”. Il Grande Cretto di Burri a Gibellina protagonista in Senato grazie all’evento promosso dall’onorevole Water Verini d’intesa con la Fondazione Albizzini
Il Senato della Repubblica ha ospitato ieri, presso la Sala Nassirya, la proiezione del documentario dal titolo “Alberto Burri, il Grande Cretto di Gibellina”, del regista Stefano Valeri. L’iniziativa, promossa dal senatore Walter Verini d’intesa con la Fondazione Palazzo Albizzini e con il patrocinio del Senato, è stata salutata con un messaggio dal ministro della Cultura Alessandro Giuli, impossibilitato a partecipare per la concomitante riunione del Consiglio dei Ministri, e dagli interventi dell’onorevole Anna Rossomando, vice presidente del Senato della Repubblica e del sindaco di Città di Castello Luca Secondi, presente insieme all’assessore alla Cultura Michela Botteghi. “Quest’evento si propone di valorizzare un’opera straordinaria come il Grande Cretto di Burri e difenderla da ogni rischio, purtroppo reale, di ‘offesa’ dell’ambiente e del contesto che la ospitano”, ha spiegato il senatore Verini, nel tirare le somme del dibattito sul documentario con Cristina Mazzantini, direttrice della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, il presidente della Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri Bruno Corà, la presidente della Fondazione Orestiadi di Gibellina Francesca Corrao, figlia del sindaco Ludovico Corrao al quale si deve l’iniziativa che portò Burri a creare la sua opera immortale sulle macerie della città distrutta dal terremoto, e il regista del cortometraggio Valeri, che è anche membro del comitato esecutivo della Fondazione Albizzini. “Con questa iniziativa in Senato abbiamo voluto accendere una luce sul Cretto di Gibellina, cosa ai limiti dell’impossibile quando si è davanti ad un’opera già straordinariamente luminosa come questa di Alberto Burri”, ha spiegato Verini al cospetto di una platea autorevole, nella quale sedevano alcuni parlamentari, una delegazione tifernate rappresentativa degli organi in carica della Fondazione Albizzini, il consigliere comunale Andrea Lignani Marchesani, giornalisti e addetti ai lavori. “Lo abbiamo fatto – ha proseguito – per ‘portare’ a Palazzo Madama uno dei più importanti e grandiosi esempi di arte contemporanea, attraverso il bellissimo ed emozionante documentario firmato da Valeri. Il messaggio non formale, impegnato del ministro Giuli, l’intervento della vicepresidente del Senato Rossomando, insieme al saluto del sindaco di Città di Castello Secondi hanno fatto da cornice agli interventi davvero di alto livello della direttrice Mazzantini, del presidente Corà e della presidente Corrao”. “Un’opera come il Cretto di Burri va conosciuta, assolutamente tutelata, valorizzata”, ha rimarcato Verini. “L’opera, ma anche il contesto, l’ambiente circostante, un tutt’uno con il Grande Cretto – ha puntualizzato il senatore – devono essere difesi da ogni intervento, progetto, che offenda, snaturi, colpisca la grandezza, la bellezza di quel patrimonio della cultura mondiale. Per questo lo Stato, Parlamento e Governo, le istituzioni siciliane regionali e locali, con il pieno coinvolgimento della Fondazione Burri, dovranno fare la loro parte e, per quanto possibile, anche noi daremo un contributo per questo obbligo morale e culturale”. Una posizione che è stata condivisa dal presidente della Fondazione Albizzini Corà, che ha richiamato l’attenzione sull’importanza di tutelare l’opera di Burri a Gibellina. “E’ importante – ha sostenuto Corà – che l’area dove sorge il Grande Cretto sia protetta, non solo da una calamità ulteriore, ma anche da forme di invasione che sarebbero deprecabili. Il sito va rispettato come un luogo quasi sacro, un luogo della memoria e dell’arte”. Nel ringraziare Verini per l’iniziativa, il sindaco Secondi ha dichiarato: “quella di oggi è un’occasione importante che permette alla comunità di Città di Castello di sottolineare e rafforzare l’importante legame nato con Gibellina attraverso il Burri, che a entrambe le città ha fatto un bellissimo regalo: quello di proiettarle verso il futuro con la sua arte immortale. Siamo contenti che proprio il maestro tifernate, con un’opera monumentale che merita la massima tutela, abbia dato un contributo determinante alla proclamazione di Gibellina come capitale italiana dell’arte contemporanea”. Nel messaggio letto in sala dal senatore Verini, il ministro Giuli ha sottolineato come “Gibellina, prima capitale italiana dell’arte contemporanea, abbia saputo trasformare la distruzione del terremoto del Belice nella propria vocazione e sia stata in grado di redimere con l’arte le ferite inferte dalla terra alla terra”. “L’emblema, il simbolo nel senso più alto e quindi sacro di questa rinascita e redenzione, è il Cretto di Alberto Burri”, ha dichiarato Giuli, evidenziando “l’indipendenza di spirito con cui l’artista scelse una strada personale per rappresentare il dolore e l’umanissimo sentimento della nostalgia, ricalcando la topografia della Gibellina estinta”. “Il Cretto di Burri nel suo apparire biancheggiante, a volte imbronciato a seconda dei tagli di luce – ha osservato il ministro – è l’espressione più potente, non sollo del fatto che una città ha preso coscienza di sé attraverso un terremoto, ma anche del fatto che l’arte ha inverato ciò che diceva il grande poeta Hölderlin: dove c’è il pericolo cresce anche ciò che salva. E cos’è che salva? L’arte, la cultura, la creatività, la possibilità di trasformare una tragedia in una luce di grandezza”. La senatrice Rossomando, che ha rimarcato l’impegno della Fondazione Albizzini e del Comune di Città di Castello per l’impegno nella valorizzazione dell’arte di Burri, ha collegato la vicenda di Gibellina al tema attuale della ricostruzione. “Gibellina – ha detto l’onorevole – ci insegna che la ricostruzione non è solo un fatto materiale, ma dell’anima, collettivo, culturale, che guarda al futuro. L’allora sindaco Corrao ha immaginato che ricostruire significasse ridare dignità, identità e futuro a quel territorio e, in questo contesto, la grande intuizione di Burri è stata di trasformare la ferita collettiva del terremoto in un luogo evocativo. Il Grande Cretto è un’opera silenziosa, essenziale e potente che parla al mondo di tutto questo”. Francesca Corrao ha portato i saluti del sindaco di Gibellina Salvatore Sutera e ha ripercorso, anche attraverso la testimonianza del padre, l’esperienza di Burri a Gibellina. “Burri rimase scosso, quello che più lo colpì fu il dolore e la miseria della povera gente colpita dal terremoto”, ha ricordato. “Burri e mio padre – ha testimoniato Corrao – avevano voglia di rendere immortale il loro omaggio alle vittime umili di quel dramma per renderle nobili. Avevano il desiderio sincero di rendere universale il dramma di chi soffre per una guerra, per una distruzione dovuta a calamità naturali. Ogni volta che vediamo il Grande Cretto sentiamo vibrare la nostra umanità”. La direttrice della GNAMC Mazzatinti ha definito il Grande Cretto “un capolavoro assoluto”. “Gibellina è una città ideale dell’arte contemporanea – ha detto – nella quale sono rimasta folgorata dall’opera di Burri, che è molto toccante ed è come un fazzoletto atterrato sul paesaggio per renderlo eterno. Credo che Gibellina e il Grande Cretto di Burri siano una parte determinante del patrimonio artistico e culturale del nostro Paese”.
