Scuola, dimensionamento e cantieri fantasma: il Governo colpisce Città di Castello, la destra locale volta le spalle alla città

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È notizia di oggi che il piano di dimensionamento scolastico imposto dal Governo e fortemente avversato in primis da AVS, protagonista di una battaglia aspra a livello regionale tramite il nostro assessore all’istruzione Fabio Barcaioli,  non solo proseguirà, ma colpirà solo il Nord dell’Umbria. È notizia di oggi infatti che le città umbre toccate da questo provvedimento saranno Gubbio e Città di Castello. Una scelta grave, sbagliata e profondamente ingiusta, che smaschera definitivamente la propaganda della destra.

A rendere il quadro ancora più paradossale e inaccettabile è il fatto che il dimensionamento interesserà  l’Alighieri–Pascoli, una comunità scolastica già duramente colpita dall’incapacità dello Stato di portare a termine un cantiere di ricostruzione, che svolge la sua didattica in una situazione più che precaria. Prima l’abbandono degli edifici, ora il ridimensionamento: una doppia penalizzazione che famiglie, studenti e personale scolastico non meritano.

Per mesi la destra ha minimizzato, deriso le preoccupazioni di cittadini e opposizioni, liquidando il tema come una presunta “battaglia ideologica”. Oggi i fatti dimostrano l’esatto contrario: il dimensionamento non solo colpisce l’Umbria, ma colpisce direttamente Città di Castello e l’Altotevere.

Ancora più grave, sul piano politico e istituzionale, è quanto avvenuto nel Consiglio comunale di lunedì: di fronte alla discussione proprio su questo tema, una questione che incide concretamente e direttamente sulla vita di centinaia di famiglie e sul futuro di migliaia di bambini, Forza Italia e Fratelli d’Italia hanno scelto di disertare l’aula, sottraendosi al confronto democratico e alle proprie responsabilità, mentre tutta la destra in ordine sparso ha pubblicato comunicati vaneggianti per difendere la loro ignavia. Un’assenza che pesa come una dichiarazione politica: fedeltà ai propri riferimenti romani prima della difesa del territorio, l’ordine di partito anteposto agli interessi della comunità.

Ringraziamo il Consiglio comunale di Città di Castello: nonostante questo atteggiamento, ha approvato una mozione urgente che ribadisce come Città di Castello stia dalla parte della Costituzione e della scuola pubblica, contro una gestione autoritaria che impone tagli dall’alto, calpesta le autonomie locali e umilia le istituzioni democratiche ed i cittadini.

Non accetteremo che una scuola già martoriata venga ulteriormente penalizzata. Non accetteremo che decisioni sbagliate vengano imposte senza confronto, né che chi governa il territorio scelga il silenzio o l’assenza invece della responsabilità. Anche per questo siamo convinti dell’importanza di unire le forze progressiste della città: non possiamo lasciare a questi soggetti che non hanno a cuore il benessere della nostra comunità il governo di Città di Castello. Serve unire le forze per battaglie comuni, un rinnovamento ed una prospettiva di lungo respiro, serve lasciarci alle spalle divisioni su inezie e personalismi incomprensibili alla luce del quadro politico.
La scuola pubblica non è una variabile di bilancio né un terreno di propaganda: è un diritto fondamentale, e come tale va difeso.

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