Città di Castello, 28 gennaio 2026 – A seguito delle recenti determinazioni assunte dall’Ufficio Scolastico
Regionale per l’Umbria in merito al piano di dimensionamento scolastico per l’anno 2026/2027, i
rappresentanti dei genitori degli alunni del Primo Circolo Didattico “San Filippo” di Città di Castello
esprimono profonda preoccupazione e richiedono un immediato chiarimento pubblico e trasparente,
supportato da dati tecnici verificabili, sulle motivazioni strutturali di tale scelta amministrativa; senza
questi dati, qualsiasi atto di dimensionamento rischia di apparire discrezionale piuttosto che ragionato e
coerente con i criteri normativi nazionali e regionali.
Le famiglie degli studenti tifernati non intendono subire passivamente decisioni che impattano
drasticamente sulla qualità della didattica e della pedagogia, senza che queste siano supportate da una
chiara e dettagliata motivazione tecnica.
In base agli ultimi atti di programmazione regionale e alle interlocuzioni istituzionali, le proposte iniziali di
dimensionamento avrebbero dovuto interessare in primo luogo i territori di Gubbio e Terni, sulla base
dei criteri ministeriali di adeguamento della rete scolastica. Terni aveva espresso forti dubbi e aperto
proteste formali, e soltanto nella giornata odierna è arrivata la notizia dell’estensione del
dimensionamento a Città di Castello senza alcun preavviso alle famiglie interessate. Questa sequenza
di eventi rende imprescindibile la pubblicazione dei riscontri numerici e dei criteri specifici attraverso i
quali il Commissario ha ritenuto più urgente l’intervento su Città di Castello. Riteniamo che già oggi i
numeri delle singole direzioni didattiche (Primo Circolo “San Filippo”, Direzione Didattica 2° Circolo
“Pieve delle Rose” e Scuola Statale Secondaria di Primo Grado “Alighieri – Pascoli”) siano elevati, e che
quindi l’accorpamento possa creare due degli istituti comprensivi più grandi dell’Umbria, andando ad
implementare anche le difficoltà organizzative che riguardano, tra le altri, anche le sedi.
Un fatto strutturale rilevante, che non può essere ignorato, è che la Scuola Secondaria di Primo Grado
“Dante Alighieri”, cuore della possibile riorganizzazione verticale con i plessi di infanzia e primaria, è
ancora priva di una propria sede definitiva. A causa di ritardi e blocchi nei lavori di demolizione e
ricostruzione finanziati dal PNRR, oggi gran parte dell’attività didattica si svolge in locali temporanei
istituiti dall’Amministrazione. La logica strutturale che sta alla base del dimensionamento presuppone il
pieno funzionamento delle sedi scolastiche interessate. Accorpare quindi a regime in un’unica
autonomia due Direzioni Didattiche (primaria/infanzia) con la scuola media “Alighieri-Pascoli”, la cui sede
primaria è ancora oggetto di lavori, espone la comunità scolastica non solo a critiche difficoltà di gestione
logistica delle sedi, per l’assenza di spazi definitivi, ma anche a complesse interferenze organizzative
dovute all’allocazione temporanea delle classi e alla mancata garanzia di regolare erogazione dell’attività
scolastica nelle strutture definitive.
Una scelta così immediata e non condivisa rischia inoltre di compromettere la continuità e la sostenibilità
di progetti di eccellenza già attivi, costruiti negli anni grazie a una gestione mirata e a un equilibrio
organizzativo che verrebbe meno con la creazione di macro-istituti difficilmente governabili.
L’unificazione sotto un’unica dirigenza di plessi scolastici eterogenei per grado, numerosità,
distribuzione territoriale e disponibilità delle sedi rischia di generare strutture amministrative
eccessivamente complesse, difficili da governare in modo efficace, con ripercussioni sulla sicurezza,
sulla tempestività degli interventi e sulla qualità della gestione ordinaria e straordinaria.
La scuola è presidio pubblico, comunitario e culturale, per cui qualunque riorganizzazione deve garantire
la piena funzionalità delle sedi, l’effettiva autonomia organizzativa e didattica e la gestione coerente delle
relazioni scuola-famiglia.
“Non accettiamo che la scuola venga trattata come una mera operazione contabile,” dichiarano i
rappresentanti dei genitori. “Chiediamo che il Commissario ad acta illustri le motivazioni tecniche dietro
questa scelta e che si apra un tavolo di ascolto reale con chi la scuola la vive ogni giorno. Urge
un’immediata convocazione di un tavolo pubblico con il Commissario ad acta e gli enti coinvolti per
esporre e discutere i criteri tecnici adottati, al fine di restituire alla comunità educativa tifernate chiarezza,
coerenza e partecipazione effettiva.”
Un gruppo di genitori della scuola primaria San Filippo del Primo Circolo Didattico.
