La maggioranza consiliare di Città di Castello condanna con forza l’atteggiamento irresponsabile e strumentale del centrodestra, che dopo aver abbandonato l’aula consiliare tenta ora di riscrivere i fatti per coprire una scelta politica grave: difendere il Governo Meloni e i suoi tagli, anche quando colpiscono direttamente la nostra città.
«Le accuse di abuso, autoritarismo e forzature sono semplicemente false – dichiara Gionata Gatticchi, capogruppo del Partito Democratico –. La mozione sul dimensionamento scolastico è stata presentata nel pieno e rigoroso rispetto del Regolamento del Consiglio comunale, che prevede un’unica modalità possibile per l’inserimento di atti urgenti non iscritti all’ordine del giorno. Tutto è avvenuto nella massima linearità: richiesta motivata, discussione, voto del Consiglio. Chi oggi grida allo scandalo o non conosce il Regolamento o lo usa in malafede».
La verità è un’altra, ed è sotto gli occhi di tutti: l’urgenza era reale, fondata e purtroppo drammaticamente confermata dai fatti. Proprio in queste ore, attraverso la comunicazione dell’Ufficio scolastico regionale e le parole dell’assessore regionale Fabio Barcaioli, è emerso con chiarezza che i tagli decisi dal Governo Meloni colpiscono direttamente Città di Castello, smentendo clamorosamente chi sosteneva che la mozione fosse “ideologica” o priva di ricadute sul territorio.
Da anni il Comune di Città di Castello, con atti formali ha sostenuto che il nostro territorio aveva già dato. L’atto imposto dal Governo è irrazionale sul piano numerico, perché non riduce le dimensioni ma crea istituti-mostri, ed è irrealizzabile sul piano organizzativo e della sicurezza.
«Siamo di fronte a un atto tecnicamente illogico e politicamente violento – incalza Gatticchi – che colpisce un Comune che ha investito sulla qualità del sistema scolastico e che paga ancora una ferita pesantissima, quella della Dante Alighieri, imputabile a decisioni assunte altrove. Questo non è buon governo: è accanimento contro i territori e contro la scuola pubblica».
Il dimensionamento deciso dal Governo rappresenta dunque un atto politico punitivo, non una scelta tecnica: colpisce un Comune che ha investito sulla qualità della scuola pubblica, ignora le condizioni materiali degli edifici scolastici e scarica sulle famiglie, sugli studenti e sul personale scolastico il prezzo di scelte calate dall’alto.
«Chi è uscito dal Consiglio lo ha fatto per non dover scegliere – conclude Gatticchi –. Per non dover dire pubblicamente se stare dalla parte di Città di Castello o dalla parte del Governo che impone tagli e commissariamenti. Hanno preferito obbedire agli ordini di partito piuttosto che difendere famiglie, studenti e lavoratori della scuola. La vera lesione della democrazia non è stata la discussione di una mozione urgente, ma l’abbandono dell’aula e il tentativo di delegittimare il Consiglio comunale quando questo esercita fino in fondo il proprio ruolo».
I gruppi di maggioranza del PD, PSI e Lista civica Secondi rivendicano con forza una scelta chiara: stare dalla parte della scuola pubblica, dei territori e della Costituzione.
Continueremo a contrastare i tagli e a stare dalla parte delle famiglie, degli studenti e di chi vive e lavora ogni giorno nella scuola.
Chi preferisce difendere il Governo contro il proprio territorio e contro gli interessi dei propri concittadini se ne assuma fino in fondo la responsabilità politica.
Consigliere Gionata Gatticchi – Capogruppo PD
Consigliere Loriana Grasselli – Capogruppo PSI
Consigliere Rosanna Sabba – Capogruppo Lista civica Secondi Sindaco



