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Concluso presso la scuola di Arti e Mestieri, “G.O. Bufalini” il corso di saldatura per i dipendenti SIGIT, tutti superano

10 lavoratori, 7 donne e 3 uomini, si sono qualificati con successo grazie al progetto GOL della Regione Umbria

Fra teoria e pratica, sui banchi di scuola e laboratori per rimettersi in “gioco” ed iniziare una nuova esperienza di lavoro. Si è concluso presso la scuola di Arti e Mestieri, “G.O. Bufalini” il percorso formativo di 300 ore per ottenere l’attestato di qualifica professionale per addetto alla saldatura, finanziato dalla Regione Umbria attraverso il progetto G.O.L. per i dipendenti della SIGIT, di San Giustino, storia azienda, dal 1972 specializzata nella attività di soffiaggio materie plastiche ed interessato da varie trasformazioni nel corso degli anni

Fra teoria e pratica, sui banchi di scuola e laboratori per rimettersi in “gioco” ed iniziare una nuova esperienza di lavoro. Si è concluso presso la scuola di Arti e Mestieri, “G.O. Bufalini” (117 anni di storia alle spalle) il percorso formativo di 300 ore per ottenere l’attestato di qualifica professionale per addetto alla saldatura, finanziato dalla Regione Umbria attraverso il progetto G.O.L. ( garanzia di occupabilità dei lavoratori, attuato in Umbria attraverso il Piano Attuativo Regionale (PAR) e finanziato dal PNRR). Dal mese di ottobre scorso dieci dei lavoratori dell’azienda SIGIT, di San Giustino (dal 1972 specializzata nella attività di soffiaggio materie plastiche ed interessato da varie trasformazioni nel corso degli anni) sette donne e tre uomini, di età media 50 anni, hanno seguito le lezioni presso il laboratorio di meccanica e saldatura indossando tute, maschere e attrezzi da lavoro per essere pronti ad affrontare un nuovo percorso lavorativo questa volta con il metallo in produzione. Altri 15 dipendenti sono stati impegnati in un ulteriore corso su parte elettrica sempre legato al progetto GOL. I lavoratori della SIGIT sono attualmente in cassa integrazione e impegnati in un importante processo di riqualificazione professionale legato alla riconversione produttiva dell’impresa verso il settore dei dispositivi medici. La scorsa settimana si è concluso il percorso con l’esame finale e tutti i partecipanti hanno conseguito l’attestato di qualifica, completando con successo un iter intenso e altamente specializzato, costruito per rispondere in modo concreto alle nuove esigenze produttive dell’azienda e, allo stesso tempo, rafforzare l’occupabilità delle persone coinvolte. L’esperienza, avviata nell’ambito dello Strumento 5 del Programma GOL – Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori, è stata resa possibile anche grazie al contributo e al lavoro di orientamento del Centro per l’Impiego di Città di Castello, che ha risposto in maniera rapida ed efficace assegnando priorità ai colloqui con i lavoratori in cassa integrazione e permettendo l’inserimento dei lavoratori nella misura e la conseguente attivazione del percorso formativo. «Vedere arrivare a conclusione questo corso con risultati così positivi è motivo di grande soddisfazione – sottolinea Alvaro Bianconi, docente storico di saldatura della Scuola Bufalini –. Le partecipanti e i partecipanti hanno dimostrato costanza, serietà e una forte motivazione, affrontando un percorso impegnativo con spirito di collaborazione e grande professionalità». «Questo risultato conferma il valore di una formazione pensata insieme alle imprese e ai servizi per il lavoro – dichiara il direttore della Scuola Bufalini, Marco Menichetti –. La conclusione del corso non è un punto di arrivo, ma un passaggio fondamentale dentro un percorso di cambiamento che tiene insieme innovazione industriale e tutela dell’occupazione». «Il Programma GOL dimostra ancora una volta la sua efficacia quando riesce a tradursi in esperienze concrete come questa – aggiunge il presidente della Scuola Bufalini, Giovanni Granci –. La collaborazione tra Scuola Bufalini, Centro per l’Impiego e impresa ha permesso di valorizzare le competenze delle persone, con un’attenzione significativa anche alla presenza femminile nei settori tecnici e specializzati». Di rete virtuosa che si è creata da tempo a Città di Castello ed in altotevere fra formazione e lavoro, grazie alle scuole ed a centri di eccellenza come la “Bufalini”, hanno parlato anche i sindaci di Città di Castello e San Giustino, Luca Secondi e Stefano Veschi, sottolineando l’esempio dei dipendenti dell’azienda che si sono rimessi in gioco puntando sulla formazione di qualità per mantenere il posto di lavoro: “un primo straordinario risultato è stato raggiunto. Le competenze e la capacità di fare rete fra pubblico e privato messe in atto dalla scuola di Arti e Mestieri, pagano e ci fanno guardare al futuro con ottimismo”, hanno concluso i sindaci augurando alle maestranze un futuro roseo. La procedura Sigit è la prima, in regione Umbria, che, in base alla normativa in materia di CIGS (cassa integrazione guadagni straordinaria) entrata in vigore nel 2025, promuove l’erogazione di politiche attive in favore di lavoratori soggetti a contratto di solidarietà difensivo. Nello specifico sono stati individuati percorsi formativi per i dipendenti individuati dall’azienda che dovranno operare in un nuovo contesto produttivo, oggetto di riorganizzazione aziendale. Il progetto di politiche attive è stato definito da Arpal Umbria in collaborazione con l’azienda, le organizzazioni sindacali, Sviluppo Lavoro Italia e prevede una efficace sinergia con le agenzie formative del territorio. L’esperienza conclusa con i lavoratori SIGIT rappresenta un ulteriore esempio di come le politiche attive del lavoro, se ben integrate con il sistema formativo e il territorio, possano accompagnare con successo le transizioni produttive e professionali.

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