Le decisioni assunte dal Governo nell’ambito del dimensionamento scolastico per l’anno 2026/2027 rappresentano un colpo durissimo per Città di Castello, un territorio già provato dalla perdita di un edificio scolastico abbattuto e mai ricostruito, e ora ulteriormente penalizzata.
Secondo quanto riportato dal Decreto dell’Ufficio Scolastico Regionale e dagli allegati tecnici, le Direzioni Didattiche del 1° e 2° Circolo di Città di Castello vengono accorpate con l’Istituto Alighieri-Pascoli, generando due nuovi mega–istituti tra i più grandi dell’Umbria, con
conseguenze pesantissime sull’organizzazione dei servizi educativi e sul benessere degli studenti.
Una scelta presa e contro ogni logica, senza confronto, senza analisi del territorio, senza tener conto delle difficoltà logistiche e infrastrutturali già in atto – tra cui la mancanza di spazi dovuta alla mancata ricostruzione della scuola demolita.
Un territorio che perde strutture, perde autonomia, perde servizi.
E ora viene anche commissariato e privato del diritto di decidere sulla propria rete scolastica.
È utile ricordare che la Regione Umbria aveva inizialmente delineato un piano di dimensionamento che non toccava Città di Castello, individuando su altri ambiti una riorganizzazione volta a garantire equilibrio e sostenibilità complessiva del sistema scolastico. In quella fase, la Regione aveva inoltre scelto di sospendere temporaneamente altri due possibili dimensionamenti, proprio per evitare scelte affrettate e possibili ricadute territoriali sproporzionate.
È inaccettabile che un Comune come Città di Castello – vasto, popoloso, articolato in numerose frazioni e plessi – venga trattato come una semplice variabile di bilancio. Il Governo parla di “ottimizzazione”, ma nei fatti taglia, concentra, riduce, indebolisce. Il risultato è uno solo: istituti più grandi, meno governabili, meno vicini alle esigenze delle famiglie.
Come PARTITO DEMOCRATICO, denunciamo la scelta del Governo di “colpire la scuola pubblica” e ridurla a un esercizio contabile.
E i fatti confermano questo. Non si è tenuto conto:
delle specificità geografiche,
delle esigenze delle famiglie,
della distribuzione degli studenti nelle frazioni,
delle conseguenze sull’organizzazione scolastica,
del peso già enorme che il territorio sta sopportando dopo la perdita dell’edificio scolastico demolito.
Città di Castello non accetta questa decisione. La comunità, le istituzioni locali, le famiglie e tutto il personale scolastico hanno il diritto di essere ascoltati e rispettati per questo chiediamo:
- Il riesame urgente del piano di dimensionamento.
- Il ripristino delle condizioni minime di equità territoriale.
- L’immediata programmazione della ricostruzione della scuola abbattuta.
- La tutela della qualità dell’offerta formativa e della vivibilità dei plessi.
La scuola non può essere considerata un costo: è il cuore pulsante di una comunità, soprattutto in territori come il nostro.
E non permetteremo che venga sacrificata.
CECCAGNOLI MICHELE
SEGRETARIO PD CITTA DI CASTELLO
