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Dimensionamento scolastico – Opposizioni centrodestra in regione: “Barcaioli inadeguato, da sinistra solo propaganda”

“Sul tema del dimensionamento scolastico l’Assessore regionale Barcaioli, invece di esercitare con responsabilità il proprio ruolo istituzionale e promuovere un confronto serio e costruttivo con il Ministero, ha scelto la strada della propaganda e della strumentalizzazione politica. Un comportamento che certifica non solo l’evidente inadeguatezza al ruolo che ricopre e la totale incapacità di assumere decisioni, ma anche una gestione approssimativa e ideologicamente orientata, nella quale l’interesse di parte viene sistematicamente anteposto al bene delle comunità, delle famiglie e del mondo scolastico umbro.

Sarebbe stato sufficiente svolgere fino in fondo il proprio lavoro, avviare per tempo un confronto reale con i territori e assumere decisioni condivise per evitare il commissariamento della Regione, che è stato prima provocato, e poi strumentalmente utilizzato dall’assessore come pretesto per attaccare il Governo, nel goffo tentativo di scaricare altrove la propria incapacità e le proprie responsabilità politiche e amministrative.

Come centrodestra al governo della Regione Umbria, siamo stati in grado di attuare cinque proposte di dimensionamento su nove previste dal governo Draghi, avviando un confronto con i territori e recependo in piena sinergia e collaborazione istituzionale le proposte dei sindaci, senza scatenare polemiche e senza i teatrini ai quali stiamo assistendo in queste ore. Altri due sono stati proposti dai sindaci di centrodestra di Foligno, Gualdo Cattaneo e Giano dell’Umbria. L’assessore Barcaioli avrebbe dovuto procedere ai restanti due dimensionamenti, aprendo un’interlocuzione con le comunità interessate, come è stato fatto in precedenza. Ha avuto un anno di tempo per farlo, nel corso del quale prima ha approvato i dimensionamenti, poi li ha sospesi bloccando la procedura. Ha preferito quindi la strada della polemica, della strumentalizzazione, evidenziando mancanza di visione e arroganza. Invece di polemizzare, dovrebbe dimettersi per manifesta incapacità.

Nei mesi precedenti, la Regione aveva la possibilità di procedere in autonomia alla modifica dell’istruttoria tecnica che definiva territori e criteri di accorpamento scolastico. Tuttavia, la Giunta Proietti non è stata in grado di adottare nei tempi previsti un atto concreto e, per questa inerzia, è stata commissariata. I territori individuati per il dimensionamento non sono stati decisi dal commissario, ma erano già presenti nell’istruttoria tecnica che la Regione avrebbe potuto modificare. Non l’ha fatto e ora cerca di scaricare le responsabilità sul Governo.

Va fatta chiarezza anche su altri aspetti. Il Ministro Valditara ha più volte sottolineato come il dimensionamento scolastico non comporti la chiusura di alcun plesso scolastico, non comporta tagli al personale e non taglia i servizi, le modifiche riguardano esclusivamente aspetti organizzativi. Si tratta di accorpamenti di natura giuridica con l’obiettivo di rendere più efficiente l’organizzazione delle istituzioni scolastiche, semplificando gli organici e riducendo le reggenze senza penalizzare i servizi per studenti, famiglie e personale. Non esistono “tagli alla scuola” e nessuno vuole colpire il sistema pubblico, contrariamente alla narrazione allarmistica portata avanti dalla sinistra. Il criterio del dimensionamento non è una scelta ideologica del Governo, bensì una normativa nazionale applicata in tutte le Regioni italiane e legata a misure dettate dal PNRR che porteranno maggiori fondi da investire proprio sulla scuola.

Invitiamo l’Assessore Barcaioli a smettere di alimentare un clima di allarme e a uscire dalla propaganda ideologica di una sinistra che preferisce gridare al disastro piuttosto che assumersi la responsabilità di governare. Dopo oltre un anno di mandato segnato dall’assenza di risultati concreti, sarebbe ora che l’assessore dimostrasse competenza e serietà, mettendo al centro l’interesse del territorio umbro, delle comunità scolastiche e delle famiglie, anziché continuare a usare la scuola come strumento di scontro politico”.

Enrico Melasecche e Donatella Tesei (Lega), Eleonora Pace, Paola Agabiti e Matteo Giambartolomei (Fratelli d’Italia), Laura Pernazza e Andrea Romizi (Forza Italia), Nilo Arcudi (Umbria Civica)

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