Uno sguardo d’insieme sul tema dell’autismo, dal confronto con la comunità educativa locale, alle buone pratiche messe in campo dalla scuola e dagli attori istituzionali fino alle esperienze di famiglie, associazioni e volontari. L’anno appena iniziato segna per l’associazione tifernate “Il Mosaico 2.0”, l’avvio di un impegno deciso e concreto nei confronti di coloro che quotidianamente affrontano, spesso da soli e con risorse limitate, la quotidianità con un familiare affetto da patologie delle spettro autistico.
Un tema, questo, di pregnante attualità anche alla luce del numero sempre crescente di diagnosi e che vede, anche nel nostro territorio, la cristallizzazione di problematiche che accompagnano i ragazzi dai primi anni di vita e ben oltre il percorso scolastico. “Il Mosaico 2.0- spiega il presidente Carlo Reali – ha deciso di avviare questo percorso di conoscenza attraverso l’esperienza diretta di un genitore. Si tratta di Davide Faraone, deputato e presidente della Fondazione Italiana Autismo che, lunedì 9 febbraio alle ore 16.00, presso la sala del Consiglio Comunale, presenterà il libro, “Con gli occhi di Sara. Un padre, una figlia e l’autismo” edito da Rubettino”. Il racconto realistico e commovente di un padre che affronta la vita della e con la figlia ventitreenne, attraverso mille difficoltà ma con la volontà di migliorare la qualità della vita dei ragazzi superando lo stigma che ancora circonda la malattia. All’incontro saranno presenti i dirigenti scolastici, gli insegnanti, le autorità locali e regionali, le associazioni, a partire d Anffas regionale, Fiori di Lilla’, la cooperativa La Rondine, professionisti e operatori sanitari. L’occasione servirà anche a stabilire, attraverso l’analisi della presidente Anffas, quali e quante risorse e soprattutto quali interventi, sono stati messi in campo a livello regionale e locale, per garantire un inserimento corretto sia scolastico che occupazionale dei ragazzi con sindrome autistica. “Siamo orgogliosi- chiarisce Carlo Reali – di intraprendere questo percorso – non solo perché esplica in pieno il mandato sociale della nostra associazione, ma soprattutto perché riteniamo doveroso e non più rinviabile, accendere un faro sulle criticità che ogni giorno tante famiglie affrontano, sovente nel completo anonimato. Crediamo che attraverso il confronto, si possa favorire un nuovo approccio alla malattia che superi i pregiudizi per concentrarsi sulle strategie e sulle buone pratiche”.




