Cina, Occidente ed Europa: un confronto sul futuro geopolitico
Aresu presenta “La Cina ha vinto”: lezioni storiche e scenari globali
Città di Castello, martedì 10 febbraio 2026 – ore 17.30
Sala Rossi-Monti, Biblioteca Comunale
La Fondazione Verso l’Europa promuove il secondo appuntamento del ciclo di approfondimenti “Verso Quale Europa?” che si terrà martedì 10 febbraio 2026 alle ore 17.30 presso la Sala Rossi-Monti della Biblioteca Comunale di Città di Castello (PG).
L’incontro sarà l’occasione per discutere le grandi trasformazioni geopolitiche in atto, interrogandosi sulle illusioni e sugli errori di previsione dell’Occidente, sull’ascesa strategica della Cina e sul ruolo che l’Europa può e deve esercitare nel nuovo scenario globale.
Al centro del dibattito, la presentazione del volume La Cina ha vinto (Feltrinelli, 2025) di Alessandro Aresu, una delle voci più autorevoli nel dibattito italiano in corso. Il libro propone una riflessione rigorosa e provocatoria sulla Cina contemporanea, analizzandone il pensiero strategico, le radici storiche, le logiche industriali e le ambizioni globali, dalle dinamiche della tecnopolitica all’intelligenza artificiale. Un invito a comprendere Pechino con schemi interpretativi mirati e leggere con maggiore consapevolezza il futuro dell’ordine internazionale.
Dopo i saluti istituzionali di Daniele Spinelli, Presidente della Fondazione Verso l’Europa, e di Luca Secondi, Sindaco del Comune di Città di Castello, verranno presentati i risultati di un questionario dedicato ai nuovi scenari internazionali, a cura di Enzo Faloci, Consigliere della Fondazione.
Seguirà il dialogo con l’autore Alessandro Aresu, curato da Marco Simoni, Direttore dell’Istituto Affari Internazionali (IAI) di Roma. Le conclusioni saranno affidate a Anna Ascani, Vicepresidente della Camera dei Deputati della Repubblica Italiana.
L’iniziativa si inserisce in un percorso di riflessione pubblica aperto dalla Fondazione volto a stimolare il confronto sui grandi temi del presente e del futuro dell’Unione Europea.
Ingresso libero fino a esaurimento posti.
Fondazione Verso l’Europa
La Fondazione opera per la promozione e la divulgazione delle politiche di integrazione europea. Ha ottenuto uno specifico e ufficiale riconoscimento da parte della Direzione Generale Mercato Interno e Servizi della Commissione Europea, con la quale ha collaborato in modo continuativo.
Le finalità, recepite anche in una recente modifica statutaria, consistono nell’operare a tutti i livelli per tradurre le politiche europee in linguaggi accessibili ai cittadini, con particolare attenzione ai giovani e al mondo della scuola.
Alessandro Aresu (Cagliari, 1983)
Analista geopolitico ed esperto di strategie e politiche pubbliche. Nell’ultimo decennio ha lavorato come consigliere, consulente e dirigente per numerose istituzioni e per società internazionali.
Collabora con Limes – Rivista italiana di geopolitica dal 2005 e scrive anche per L’Espresso, La Stampa e Le Grand Continent. Tra le sue pubblicazioni più recenti: Le potenze del capitalismo politico. Stati Uniti e Cina (2020), Il dominio del XXI secolo. Cina, Stati Uniti e la guerra invisibile sulla tecnologia (2022) e Geopolitica dell’intelligenza artificiale (2024).
Marco Simoni (Roma, 1974)
Direttore dell’Istituto Affari Internazionali (IAI), fondato nel 1965 su iniziativa di Altiero Spinelli. Manager e dirigente pubblico, è docente a contratto presso la LUISS Business School di Roma. È stato primo Presidente della Fondazione Human Technopole, istituto di ricerca per le scienze della vita. Ha svolto attività di ricerca presso l’Organizzazione Internazionale del Lavoro di Ginevra e nel 2008 ha ricevuto la Postdoctoral Fellowship della British Academy per giovani studiosi.
La Cina ha vinto (Feltrinelli, 2025)
L’Occidente è ossessionato dalla Cina, ma spesso la osserva con miopia o attraverso schemi interpretativi inadeguati. La Cina ha vinto non è un’affermazione retorica, bensì una provocazione metodica: per comprendere il futuro occorre decifrare il pensiero strategico cinese, le sue radici storiche, le logiche industriali, gli strumenti di influenza globale e le sue contraddizioni.
Aresu ricostruisce con chiarezza le traiettorie della tecnopolitica di Pechino, analizzando le trasformazioni dei rapporti tra Partito, capitale, sapere tecnico e ambizioni globali. Dalle radici confuciane all’intelligenza artificiale, dall’enorme vantaggio sul talento alla superiorità produttiva, emerge un quadro che va oltre la narrazione dominante dell’“impero del controllo”. È la storia di un potere politico consapevole della propria forza e attento al suo avversario. Il lettore è così chiamato a riflettere sul mondo che ci stiamo preparando ad abitare, in cui il futuro dell’Occidente dipenderà anche dalla nostra capacità di comprendere la Cina senza illusioni e senza ipocrisia.
