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Foreste Casentinesi da proteggere e da vivere

Il direttore del Parco Nazionale Andrea Gennai giovedì 12 febbraio ospite del Cai Arezzo per parlare di turismo consapevole e ambiente

Arezzo 7 febbraio 2026 –  Abbiamo a due passi da casa una delle aree italiane più belle e importanti dal punto di vista naturalistico, ambientale, turistico e religioso, il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, trentaseimila ettari equamente divisi fra Emilia Romagna e Toscana, fra le province di Forlì-Cesena, Arezzo e Firenze. Ottocento chilometri di sentieri che richiamano ogni anno migliaia e migliaia di escursionisti e che vedono tra i protagonisti, sia come camminatori sia come addetti alla manutenzione, i soci volontari del Club Alpino Italiano. Il Cai di Arezzo, con i suoi 85 chilometri, e il Cai di Stia, con 172 chilometri, hanno infatti il compito di curare, pulire e segnare i percorsi del versante toscano con i classici simboli guida bianchi e rossi per garantirne la percorribilità e il costante monitoraggio.

Per questo il prossimo 12 febbraio per il calendario dei “Giovedì del Cai” alle 21 nella sede del Cai di Arezzo in via Fabio Filzi 28/2 si parlerà di “Foreste Casentinesi, un patrimonio da proteggere. Turismo consapevole nel Parco Nazionale” con Andrea Gennai, direttore del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, il quale affronterà le tematiche più emergenti connesse alla gestione di un’area naturalistica che deve fare i conti con la sua tutela ambientale e la sua fruizione. Incontro aperto a tutti, anche ai non soci.

“Il turismo offre moltissime opportunità – anticipa il direttore del Parco Gennai – ma anche delle problematiche legate alla conservazione dell’area. Stiamo strutturando strategie affinché i turisti possano diventare essi stessi strumento di conservazione svolgendo attività di svago, di conoscenza e di benessere. Siamo già riusciti a trovare soluzioni pratiche proprio per gestire queste problematiche”.

Molte le attività, infatti, svolte nel Parco mirate a una gestione consapevole e a una convivenza necessaria e possibile tra uomo, fauna, vegetazione, rivolte alle scuole, ai tanti pellegrini che percorrono il Sentiero delle Foreste Sacre e l’Alta Via dei Parchi, ma anche attente alla salvaguardia della Riserva Integrale di Sasso Fratino, dove l’ambiente naturale è conservato nella sua integrità, del complesso monumentale della Verna e delle Ri­serve naturali biogenetiche di Camaldoli, Scodella, Campigna e Badia Prataglia.

Un vero patrimonio da proteggere, ma anche da vivere.

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