Si è svolta venerdì sera la seconda iniziativa del Partito Democratico dell’Umbria, dal titolo “Umbria, terra di mezzo – identità e innovazione per un nuovo modello di sviluppo sostenibile”, che prosegue il ciclo di incontri dedicati al futuro economico e produttivo della regione.
La tavola rotonda in apertura ha visto la partecipazione di Cgil, Cisl, UIL, Legacoop, CIA, CNA, CONFAPI e l’Ordine degli avvocati. Il confronto ha evidenziato come la bassa produttività e la crisi demografica rappresentino un blocco strutturale allo sviluppo del territorio. C’è stato spazio anche per un gioco di ruolo in cui le rappresentanze si sono invertite, con i sindacati che si sono trovati a interpretare le organizzazioni datoriali e viceversa.
A seguire è intervenuto Giulio Buciuni, docente di imprenditorialità al Trinity College di Dublino, autore di due importanti pubblicazioni come “Periferie Competitive” e “Innovatori outsider”. Buciuni ha evidenziato la necessità di superare il modello manifatturiero, superato dagli eventi, invitando alla transizione dei territori industriali verso ecosistemi imprenditoriali della conoscenza, orientati all’aggregazione, all’innovazione e trainate da imp
Il segretario regionale del Pd, Damiano Bernardini ha rimarcato la necessità di mettere in campo una visione per l’Umbria delle opportunità, un territorio di cerniera che deve attirare risorse, imprese e talenti. Per dar seguito a queste sfide – ha sottolineato il segretario – il Pd costituirà un gruppo di lavoro che elaborerà un documento programmatico per il nuovo modello di sviluppo dell’Umbria che verrà presentato pubblicamente e consegnato alla Presidente Proietti e all’Assessore De Rebotti.
Tra le azioni che il Partito Democratico porterà avanti c’è la costituzione di un incubatore per startup, con la collaborazione di professionisti e imprenditori che possano accompagnare una nuova generazione di imprenditori e la proposta di realizzazione di un ecosistema umbro della robotica, capace di aggregare fornitori qualificati e competenze complementari per unire le specializzazioni della regione, produrre nuova conoscenza e soluzioni tecnologiche a maggior valore aggiunto.



