Primo Piano Notizie

Restituito alla pubblica fruizione l’archivio degli Ex Spedali Riuniti di Sansepolcro

La collaborazione tra Azienda USL Toscana sud est, il Comune di Sansepolcro e la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Toscana restituisce e rende fruibile al territorio un prezioso documento della storia medico-sanitaria della Valtiberina

Dal 16 febbraio torna disponibile alla fruizione pubblica l’archivio degli Ex Spedali Riuniti, dopo un percorso di recupero e riorganizzazione realizzato grazie alla sinergia tra il Comune di Sansepolcro, l’Azienda USL Toscana Sud Est e la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Toscana e al contributo finanziario del Ministero della Cultura, il prezioso archivio, memoria del territorio e della storia medico-sanitaria e sociale della Valtiberina, trova quindi casa nella Biblioteca comunale Dionisio Roberti, i cui locali di Palazzo Ducci Del Rosso sono stati attrezzati appositamente per accogliere oltre 50 metri lineari di documenti. 


La documentazione storica relativa agli Ex Spedali Riuniti di Sansepolcro era stata rintracciata nell’ambito del censimento del patrimonio archivistico condotto dall’Azienda in collaborazione con Direzione Sanità e Welfare e negli anni 2019-2021. È stato però durante le operazioni preliminari per gli scarti dell’archivio del distretto socio-sanitario a Sansepolcro che l’importanza della documentazione è stata pienamente riconosciuta ed ha portato il Direttore della Zona Distretto Giampiero Luatti ad attivarsi immediatamente per trovare uno spazio idoneo ad ospitare il materiale, trovando subito nel Comune di Sansepolcro grande disponibilità sia da parte dell’Amministrazione che del personale della Biblioteca Comunale “Dionisio Roberti”.   


Confermata l’importanza dei documenti, infatti, con la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Toscana si è stabilito che essi potessero trovare la loro migliore collocazione e valorizzazione presso l’archivio storico del territorio in cui tali documenti sono stati prodotti. I fondi per il riordino archivistico e la conservazione documentale dell’archivio storico sono stati reperiti attraverso la vittoria, da parte dell’Azienda USL Toscana Sud Est, del bando annuale della Direzione Generale Archivi del Ministero della Cultura, che ha consentito di accedere ad un contributo di 9.000 euro messi a disposizione dalla Direzione Generale Archivi a promozione di progetti di tutela del patrimonio storico, ivi compresi gli archivi storici. 

L’importo ha consentito di attivare la collaborazione con la dottoressa Elena Zanchi, archivista, che ha curato l’impegnativa operazione di recupero del materiale sotto la supervisione dalla Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Toscana nelle persone delle dottoresse Maria Francesca Stamuli e Elena Ceccarini e coadiuvata dal dottor Gianpaolo Bianchi per l’ASL Toscana sud est e dalla dottoressa Paola Scortecci per il Comune di Sansepolcro. Operando in costante sinergia con gli enti coinvolti, Zanchi ha infatti affrontato una complessa ricognizione su ben 1.222 unità documentarie e ha ricostruito la complessa rete di relazioni tra queste unità documentarie e i fondi archivistici già presenti presso l’Archivio Storico del Comune di Sansepolcro. Questo ha portato al ricongiungimento logico e fisico di importanti serie archivistiche dei fondi della Compagnia e Ospedale di Santa Maria della Misericordia, dell’Ospedale degli Infermi sotto il titolo di Santa Maria della Misericordia e di quello della Fraternita di San Bartolomeo e Spedale degli Esposti. Ricucendo i legami tra le carte già conservate in Comune e quelle dell’ASL Toscana sud est ed eliminando i buchi cronologici che per decenni avevano reso impossibile una ricerca completa, è stato così possibile ricostruire con precisione le vicende mediche, economiche e sociali della città dalla metà del XIV secolo fino al 1948. 

La ricchezza dell’archivio emerge con forza dai dettagli: dai registri dei figli gettatelli, i neonati abbandonati con i loro struggenti segnali di riconoscimento, fino ai registri con i nomi degli internati civili slavi del campo di concentramento di Renicci di Anghiari, curati a Sansepolcro tra il 1942 e il 1943. Senza questo progetto di ricerca, queste storie sarebbero rimaste sepolte per sempre sotto la polvere del tempo. Il prossimo obiettivo, in questo percorso di valorizzazione storica e documentale frutto di un’unione di forze e d’intenti tra Comune, ASL e Soprintendenza a favore della tutela dell’identità e della memoria collettiva del territorio, sarà proseguire con l’inventariazione e la sistemazione del materiale ospedaliero relativo al periodo 1948-1976, anno della chiusura della storica sede e del passaggio al nuovo ospedale della Valtiberina. I documenti sono già stati trasferiti presso i locali della biblioteca comunale e attendono  di essere riordinati e inventariati, così da offrire una documentazione completa e organica fino alla definitiva chiusura del nosocomio nel 1976. 

“Come ASL Toscana sud est non possiamo che essere orgogliosi di aver portato a termine, insieme al Comune di Sansepolcro e grazie all’imprescindibile contributo del Ministero e della Sovrintendenza, un progetto come quello che presentiamo oggi.” ha commentato Biancamaria Rossi, Direttrice amministrativa dell’Asl Toscana sud est “Non si tratta infatti solo di aver restituito al territorio un pezzo importante della sua documentazione storica, ma anche di aver potuto ricostruire una parte della storia medico-sanitaria e sociale, per noi particolarente significativa e interessante. Non posso che ringraziare tutti i professionisti e le professioniste hanno lavorato con competenza e passione per arrivare a questo importante traguardo”.   

“Quando abbiamo rinvenuto la documentazione il mio primo pensiero è stato come tutelarla e preservarla” ha commentato il Giampiero Luatti, Direttore della Zona Distretto Valtiberina “Il fatto che fosse arrivata a noi in maniera così fortuita era un regalo del quale dovevamo assolutamente prenderci cura. Fortunatamente la risposta del Comune di Sansepolcro è stata pronta e concreta, tanto nel dare asilo al materiale che nel contribuire a creare un piano per la sua valorizzazione. La professionalità e la passione delle persone ha fatto il resto, e il risultato è quello che vediamo oggi, e che ci auguriamo diventi patrimonio condiviso di tutta la comunità”. 

“Le modalità di intervento condotte con AUSL Sud Est per la messa a valore del patrimonio archivistico ereditato dalle AUSL toscane, tramite significativi processi di amministrazione collaborativa in cui si esprimono e consolidano competenze diverse e passioni comuni, può diventare un modello di tutela pienamente ispirato al mandato costituzione, che stabilisce la tutela come strumento amministrativo di promozione di cultura e ricerca del patrimonio culturale nell’interesse delle future generazioni”, sottolinea Maria Francesca Stamuli, funzionaria della Soprintendenza archivistica e bibliografica della Toscana.

“Il progetto che presentiamo oggi – ha aggiunto Gianpaolo Bianchi, Responsabile Ufficio inventario e valorizzazione cespiti, Dipartimento tecnico ASL TSE – grazie ad un’ottima sinergia tra Asl e Comune ha consentito di raggiungere tre obiettivi: per prima cosa il rispetto degli obblighi di tutela del patrimonio storico artistico scientifico ed etnoantropologico pubblico sanciti dal Codice dei Beni Culturali; poi ha permesso il recupero di un’importante documentazione storica che, ricollegata ad altra precedente, ricostruisce un pezzo importante della storia medico-sanitaria e sociale della Valtiberina e consente alla popolazione della Valtiberina di apprezzarla e studiarla. Infine, ma non è certo secondario, ha mantenuto tutte le attività sul territorio ed ha coinvolto e valorizzato risorse professionali locali.”

“Grazie alla collaborazione con l’Azienda USL Toscana Sud Est e al contributo della Sovrintendenza – dichiara la responsabile della Biblioteca Comunale Dionisio Roberti Silvia Veri a nome dell’Amministrazione comunale – siamo riusciti a salvaguardare e rendere accessibile un fondo archivistico che racconta secoli di storia del nostro territorio. Restituirlo alla comunità, all’interno della Biblioteca comunale, significa rafforzare il legame tra identità, ricerca e memoria collettiva”.

“L’archivio degli Spedali Riuniti di Sansepolcro – ha aggiunto Elena Zanchi, archivista curatrice scientifica del progetto – consente di scoprire la storia di una comunità attraverso una prospettiva inedita, assunta nei secoli dai sodalizi che hanno curato l’assistenza ospedaliera nel comune. Oggi restituiamo ai cittadini un patrimonio di storie parte integrante della memoria collettiva, capaci di fornire una chiave per interpretare il presente e costruire un futuro consapevole”.

SCHEDA TECNICA DEL PROGETTO:
Ente Capofila:
 AUSL Toscana Sud Est
Partner:
 Comune di Sansepolcro (Biblioteca Dionisio Roberti)
Curatela Scientifica: 
Dott.ssa Elena Zanchi
Patrimonio: 
1.222 buste e registri per 50 metri lineari totali
Data Evento: 16 febbraio 2026

Commenti
Exit mobile version