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A Città di Castello tornano le “cartoline”: un progetto didattico che unisce l’Italia

Vecchie care cartoline al posto dei messaggi digitali. A Città di Castello si riscopre il fascino della cassetta della posta e della cartolina illustrata da spedire a un coetaneo lontano. Una bella storia nata quasi per gioco da un’idea condivisa tra colleghe e trasformata in un vero progetto didattico capace di coinvolgere e appassionare.

Protagonisti dell’iniziativa sono stati gli alunni della classe V A del plesso “La Tina”, che hanno realizzato e spedito cartoline curate nei dettagli: francobolli applicati con precisione, indirizzi scritti con attenzione e messaggi ricchi di entusiasmo. Non una semplice lezione di geografia, ma un viaggio attraverso l’Italia più autentica: quella delle ricette tramandate dalle nonne, dei monumenti nascosti tra i vicoli, delle tradizioni secolari che difficilmente trovano spazio nei manuali, ma che rappresentano l’anima profonda delle regioni.

In un’epoca dominata dalla comunicazione istantanea, la scelta è stata controcorrente: rallentare. Riscoprire il valore dell’attesa e la concretezza della carta. Per ogni bambino compilare una cartolina ha significato inviare un simbolico “abbraccio di carta”, superando distanze geografiche e creando nuovi legami.

I primi risultati sono già arrivati: le risposte hanno iniziato a riempire l’aula di racconti, colori e suggestioni provenienti da ogni angolo della Penisola. Altre cartoline sono ancora in viaggio e vengono attese con trepidazione. “Giorno dopo giorno – raccontano le insegnanti – le pareti si trasformano in una mappa vivente, un mosaico di storie e tradizioni che unisce l’Italia da Nord a Sud”.

Un progetto che valorizza identità, memoria e senso di appartenenza, riportando in classe il piacere semplice e autentico della corrispondenza scritta a mano.

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