Cerimonia a Città di Castello con la Vicepresidente del Senato Anna Rossomando. 81 opere da 38 carceri italiane per la prima sezione nazionale riservata ai reclusi
È Christof Petr, della casa di reclusione di Parma, il vincitore della sezione speciale 2025 del Premio Letterario Castello, la prima in Italia interamente riservata ai reclusi e alle recluse di tutti i penitenziari. Con il racconto breve “L’errore, la scoperta, la cura”, l’autore ha conquistato la giuria grazie a uno stile intenso e vibrante, capace di trasformare la scoperta della penicillina in una profonda riflessione sul valore dell’errore e sulla responsabilità scientifica. «Dentro quell’errore c’era una porta. E qualcuno ebbe il coraggio di aprirla», scrive Petr.
La sezione speciale, intitolata “Destinazione Altrove – La scrittura come esplorazione di mondi senza tempo”, è promossa dall’Associazione Culturale Tracciati Virtuali nell’ambito del Premio Letterario Castello, giunto alla ventesima edizione. Un progetto unico nel panorama nazionale che unisce valore letterario e forte significato civile e sociale.
Seconda classificata Katarzyna Monika Strzalka, della casa di reclusione femminile della Giudecca di Venezia, con l’opera “Passi”. Terzo posto ex aequo per l’autore anonimo di “Il mio mondo altrove” (casa di reclusione di Enna) e per Natascia Cordaro, della casa circondariale di Latina, con “Uguaglianza”. Gli istituti dei primi tre classificati riceveranno libri per le rispettive biblioteche interne.
La cerimonia di premiazione si è svolta nella sala del consiglio comunale di Città di Castello, alla presenza di numerose autorità civili e istituzionali, tra cui la Vicepresidente del Senato Anna Rossomando. Presenti, tra gli altri, anche rappresentanti del Parlamento, della Regione Umbria, della Provincia di Perugia e del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia.
All’edizione 2025 sono state iscritte 81 opere provenienti da 38 istituti penitenziari italiani. La giuria della sezione speciale è presieduta da Alessandro Masi, segretario generale della Società Dante Alighieri, partner del progetto insieme all’Amministrazione Penitenziaria.
Nel corso della cerimonia, due premiati si sono collegati in video dal carcere, raccontando la propria esperienza in momenti di grande intensità emotiva, accolti da un lungo applauso.
La sezione “Destinazione Altrove” si conferma così non solo un’iniziativa culturale di alto profilo, ma un concreto strumento di rieducazione e reinserimento, in piena coerenza con l’articolo 27 della Costituzione, che attribuisce alla pena una funzione rieducativa.
