Progetti per la genitorialità, l’alfabetizzazione digitale e la prevenzione delle dipendenze. 🏢
L’assessore alle Politiche Sociali Calagreti risponde ai consiglieri Rossi e Leveque (FDI) sull’utilizzo dei fondi governativi per le famiglie. “A fine 2025 abbiamo attivato il Centro per le Famiglie della Zona Sociale 1, un servizio a cui crediamo tantissimo. I fondi a disposizione dei comuni della vallata sono in totale 100.921 euro, che saranno utilizzati nel prossimo biennio a sostegno della genitorialità e delle relazioni familiari, ma anche per la sensibilizzazione su temi e bisogni emergenti in ambito educativo”
“Abbiamo sin da subito creduto tantissimo nella progettualità del Centro per le famiglie, perché il lavoro che verrà sviluppato con questo servizio della Zona Sociale 1, rivolto quindi a tutte le comunità dell’Altotevere, è finalizzato a un impegno fondamentale come la valorizzazione del ruolo sociale, educativo e di cura delle famiglie, attraverso il sostegno alla genitorialità e alle relazioni familiari, ma anche alla sensibilizzazione su temi e bisogni emergenti in ambito educativo. Il Centro per le Famiglie, previsto dal Piano Nazionale per la famiglia 2025-2027, è stato istituito a fine 2025 dalla Conferenza di Zona al primo piano dell’ex seminario vescovile, in via Pomerio San Girolamo. Il servizio è composto al momento da professionalità diverse: una psicologa, un’assistente sociale e un educatore professionale. Un’equipe multidisciplinare di base che si rapporta con i Servizi Sociali comunali, ma anche con tutti gli altri servizi territoriali che di volta in volta vengono coinvolti nelle attività e nei progetti. Il Centro per Famiglie assicura attività che in parte già esistevano, come il servizio adozioni e affido, il servizio di programmazione PIPPI, alle quali verranno aggiunte una serie di iniziative finanziate per specifiche progettualità. I fondi a disposizione sono in totale 100.921 euro, perché, oltre a quelli per il 2025, ci sono i 49.441,53 euro del 2024 per attività che verranno svolte dal 2026 e che sono già iniziate. Si tratta di una dotazione finanziaria alla quale faremo riferimento fino al 2028. Queste somme prevedono nel prossimo biennio l’istituzione di azioni, interventi e percorsi di orientamento, consulenza e sostegno alla genitorialità, volti a rafforzare la fiducia e la capacità di regolazione emotiva nelle funzioni educative da parte dei genitori, azioni e interventi rivolti al rafforzamento e alla valorizzazione delle figure genitoriali, con particolare interesse anche per attività volte al rafforzamento della figura paterna. Con le stesse risorse verranno svolte anche due tipologie di attività: la prima, legata alla consulenza e ai servizi riguardanti l’alfabetizzazione mediatica e digitale dei minori, con particolare attenzione alla loro tutela dall’esposizione ai contenuti pornografici e violenti. Sarà un’attività rivolta ai dirigenti scolastici, agli insegnanti e ai genitori dei bambini che frequentano la scuola dell’infanzia e sarà attuata con l’ausilio di formatori individuati attraverso procedura MEPA. La seconda attività riguarderà servizi di alfabetizzazione delle famiglie sulla prevenzione e sugli effetti dell’assunzione di sostanze psicotrope: sarà gestita direttamente dal personale del Centro per le famiglie. Quest’attività sarà suddivisa in due annualità: nel 2026 sarà rivolta alle scuole secondarie di primo grado, mentre nel 2027 alle scuole secondarie di secondo grado e verrà effettuata attraverso l’utilizzo di materiali resi disponibili dal Dipartimento per le Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri. I laboratori sono già partiti il 7 febbraio e proseguiranno con cadenza mensile per altri 24 mesi”. L’assessore alle Politiche Sociali Benedetta Calagreti ha risposto così all’interrogazione dei consiglieri Elda Rossi e Riccardo Leveque (FDI) sulle politiche familiari del Comune e sull’utilizzo dei fondi governativi 2025 per il Centro per la Famiglia di Città di Castello. In aula la consigliera Rossi aveva chiarito: “con questa interrogazione vogliamo richiamare l’attenzione su un tema che interessa il futuro della nostra comunità: le politiche familiari e l’utilizzo delle risorse pubbliche che sono state ad esse destinate”. Nel riferirsi ai finanziamenti governativi destinati alla Regione Umbria dal Governo con il Fondo nazionale per le politiche familiari 2025, la rappresentante della minoranza aveva chiesto conto della destinazione dei “circa 51.000 euro assegnati al Comune di Città di Castello”. “Abbiamo accolto molto positivamente l’annuncio dell’apertura del Centro per la Famiglia nell’ottobre del 2025: questo servizio va infatti ad affrontare le situazioni di fragilità e sostenere la genitorialità, per prevenire il disagio e anche per rafforzare la coesione sociale. Interventi che non consideriamo un costo, ma assolutamente un investimento sociale importante. Ecco perché – ha spiegato la consigliera di FDI – vogliamo avere chiarezza sulla programmazione e sul monitoraggio dell’utilizzo di questi fondi. Vorremmo, inoltre, capire chi si occuperà del Centro della famiglia, chi saranno i responsabili e se ci sarà un coinvolgimento del terzo settore, quindi del mondo associativo”. Rossi aveva continuato, domandando anche “se le risorse sono già state coordinate con i fondi previsti dall’agenda urbana, dal PNRR e dal Fondo Sociale Europeo Plus”. “L’amministrazione intende rafforzare il coordinamento con i comuni della Zona Sociale 1, con il mondo della scuola, con il mondo associativo?”, aveva aggiunto Rossi, che poi aveva chiesto se l’amministrazione comunale intenda “allinearsi alle politiche nazionali per la natalità e il sostegno della famiglia promosse dal Governo, partecipando attivamente ai bandi e alle iniziative che ne derivano”. Nella sua riposta, l’assessore Calagreti ha dato conto anche degli atri fondi che saranno a disposizione delle azioni a supporto delle famiglie con Agenda Urbana 2021-2027. “Si tratta – ha detto l’assessore – di risorse che andranno a integrare l’attività complessiva del Centro per le famiglie e a sostenere azioni e interventi volti all’arricchimento reciproco fra persone, al sostegno di percorsi di vita individuali, familiari e di gruppo. Interventi per sostenere e valorizzare la responsabilità educativa dei singoli, delle coppie, e favorire lo sviluppo delle competenze relazionali personali, il supporto dei caregiver familiari. Per questo tipo di attività è prevista una quota di 112.784 euro. Altre attività, rivolte invece all’aggregazione fra i coetanei, alla socializzazione culturale e al protagonismo sociale degli adolescenti, saranno finanziate con 169.176 euro. Queste azioni avranno ognuna strumenti di monitoraggio e di valutazione messi a disposizione sia dal Ministero che dalla Regione”. Calagreti ha, quindi, assicurato che “come è stato fatto finora, continueremo, sia come Comune di Città di Castello nel nostro ruolo di capofila, che come comuni della Zona Sociale 1, a ricercare le varie possibilità che, sia a livello nazionale che regionale, ci potranno essere attraverso bandi. Porteremo avanti, quindi, qualsiasi tipo di partecipazione al fine di poter integrare nel modo più efficace possibile le azioni che sono in atto”. La consigliera Rossi ha ringraziato l’assessore per la “risposta esaustiva”. “E’ importante che l’attività rivolta alla famiglia si occupi del disagio, ma anche delle relazioni, faccia in modo cioè che i genitori possano star bene con i loro figli attraverso momenti aggregativi. E’ importante, inoltre, che vengano erogati servizi, perché le famiglie chiedono sostanzialmente questo, ad esempio centri estivi che possano supportare i genitori quando le scuole sono chiuse, ma anche aiuto-compiti, perché non sempre è facile seguire i figli”.



