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Nel segno di San Francesco e della Eco-Bandiera della Pace, Moira Lena Tassi dona un’opera al Comune di Assisi

Con un gesto denso di valore simbolico e umano, l’artista tifernate Moira Lena Tassi, nata a Losanna e residente da alcuni anni a Bologna, ha donato al Comune di Assisi l’ opera pittorica “L’impronta dell’umanità”.
La consegna ufficiale si è svolta nella suggestiva cornice di Palazzo dei Priori, alla presenza del Sindaco Valter Stoppini, della Vice Sindaca Veronica Cavallucci e dell’Assessora Francesca Corazzi, che hanno espresso gratitudine e apprezzamento per un dono capace di intrecciare arte, memoria e impegno civile.
L’ opera si inserisce nel percorso internazionale ideato da Moira Lena Tassi, Visioni senza tempo: tra umanità e sogni di speranza con la Eco-Bandiera Collettiva della Pace più lunga del mondo, progetto dedicato alla diffusione della cultura della pace. Essa è inoltre  profondamente connessa alla figura di San Francesco d’Assisi, di cui ricorre l’ottocentenario, ricorrenza particolarmente significativa per la città serafica.
La Eco-Bandiera della Pace nasce dalle impronte di oltre 1800 bambini e persone fragili provenienti da Italia, Spagna, Polonia, Palestina e Indonesia e continua ancora oggi il suo viaggio attorno al mondo. Mani, colori ed energie creative si fondono in un immenso racconto corale, in cui ogni bambino, ogni storia e ogni fragilità diventano parte integrante della costruzione della pace.
In questo contesto, L’impronta dell’umanità rappresenta la sintesi visiva di tutte quelle tracce: un’unica forma capace di racchiudere migliaia di voci, gesti e desideri condivisi. Non a caso, l’immagine del dipinto è stata scelta come locandina ufficiale dell’esposizione della Eco-Bandiera presentata ad Assisi lo scorso 12 ottobre in occasione della Marcia PerugiAssisi e successivamente per l’esposizione del 21 dicembre a Sassoferrato, confermandosi un’immagine simbolo capace di parlare al mondo.
L’ opera raffigura simbolicamente l’intera famiglia umana nella sua diversità: le tonalità delle diverse carnagioni dell’ essere umano si fondono in un’unica impronta, segno di unione che va oltre ogni confine. Le linee dorate del kintsugi — antica arte giapponese che ripara le fratture esaltandole con l’oro — evocano le ferite della storia, tra conflitti, ingiustizie e sofferenze che, se riconosciuti, possono trasformarsi in nuove possibilità di forza, consapevolezza e rinascita.
A questo linguaggio simbolico si aggiunge la manica che richiama il saio francescano e la matericità dei sacchi di Alberto Burri, rimando a umiltà, essenzialità e vissuto umano. Il tessuto consumato diventa memoria del tempo, della fatica e della vulnerabilità che accomunano ogni esistenza.
Durante l’esposizione ad Assisi, la Eco-Bandiera si è arricchita anche dei messaggi di pace e fratellanza scritti personalmente dal Sindaco di Assisi e dal Sindaco di Betlemme Nicola Canawati, gesto che ha rafforzato il respiro internazionale dell’iniziativa. Colpito dalla forza del progetto, il primo cittadino palestinese ha promosso la partecipazione dei bambini della scuola  “Terra Santa School Bethlehem”: venti giovanissimi studenti hanno realizzato due nuovi frammenti di bandiera, colorati con i segni della pace e dell’amore, destinati ad arricchire la monumentale opera d’ arte collettiva. Grazie al loro contributo la Eco-Bandiera della pace raggiungerà la lunghezza di oltre 150 metri.
«È stata una grande emozione donare la mia opera  “L’impronta dell’umanità” alla città di Assisi, che amo da sempre» ha dichiarato Moira Lena Tassi. «Ringrazio il Sindaco Valter Stoppini per aver accolto il 12 ottobre la Eco-Bandiera Collettiva della Pace più lunga del mondo, un progetto internazionale nato all’Open Air Museum Italo Bolano di Portoferraio e cresciuto nel tempo, pezzo dopo pezzo, celebrata dapprima lo scorso anno il 21 aprile  a Città di Castello con il coinvolgimento di tutte le scuole elementari e medie del territorio. È stata interamente realizzata con lenzuola bianche riciclate — anche quelle dei corredi della nonna — la bandiera è diventata un’ immensa opera d’arte collettiva capace di parlare tutte le lingue del mondo. Ringrazio inoltre il Sindaco Nicola Canawati per la partecipazione e annuncio con gioia che i nuovi segmenti realizzati dai bambini di Betlemme sono già arrivati e saranno presto esposti».
Con questa donazione, l’artista ribadisce il ruolo dell’arte come spazio di dialogo e ponte tra popoli, culture e generazioni. L’impronta dell’umanità non è soltanto un’opera pittorica, ma un manifesto visivo che invita a riconoscere le fragilità comuni e a trasformarle in forza collettiva, per immaginare e costruire insieme un futuro più giusto e pacifico.

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