Referendum costituzionale, il Partito Democratico rilancia il No: a Perugia incontro pubblico con Rosy Bindi

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Prosegue con determinazione la mobilitazione del Partito democratico per il No al referendum costituzionale, in un percorso di confronto pubblico e approfondimento che sta coinvolgendo iscritti, simpatizzanti e cittadinanza. Dopo gli appuntamenti che hanno visto la partecipazione di Pier Luigi Bersani e della segretaria nazionale Elly Schlein a Perugia, sarà Rosy Bindi la prossima protagonista dell’iniziativa pubblica promossa dal Partito democratico.
L’appuntamento è fissato per mercoledì 25 febbraio alle ore 21 presso la Sala dei Notari di Perugia. L’incontro è organizzato dal Circolo Pd Perugia Centro e dal Partito democratico di Perugia, in collaborazione con il Comitato Provinciale “Perugia Società Civile per il No”.
A moderare il confronto sarà Francesca Pasquino, segretaria del Pd Perugia Centro. I saluti introduttivi saranno affidati a Stefano Moretti, segretario comunale del Pd di Perugia. Interverranno Costanza Spera, assessora del Comune di Perugia, Mauro Volpi, costituzionalista e coordinatore del Comitato provinciale “Società civile per il No”, Simone Pampanelli, segretario generale CGIL Perugia, e Fausto Cardella, ex procuratore generale dell’Umbria.
L’iniziativa si inserisce in una campagna che il Partito democratico sta conducendo con senso di responsabilità e spirito costituzionale, nella convinzione che la riforma oggetto del referendum presenti criticità profonde e rischi concreti per l’equilibrio tra i poteri dello Stato.
Il merito della riforma, infatti, incide su un principio cardine della nostra democrazia: l’indipendenza e l’autonomia della magistratura. Modificare assetti e garanzie costituzionali senza un ampio consenso parlamentare e senza un confronto approfondito nel Paese significa indebolire l’architettura dei pesi e contrappesi che la Costituzione ha costruito per tutelare i diritti dei cittadini.
Il Partito democratico ritiene che questa riforma non rafforzi la giustizia, ma rischi di esporla a condizionamenti e interferenze, compromettendo quel principio di terzietà che rappresenta una garanzia per tutti, indipendentemente dall’appartenenza politica o dalla condizione sociale. L’autonomia della magistratura non è un privilegio corporativo, bensì un presidio democratico a tutela dell’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge.
Per queste ragioni, l’incontro del 25 febbraio sarà un’occasione di approfondimento serio e plurale, con il contributo di costituzionalisti, rappresentanti delle istituzioni e del mondo del lavoro, per informare e coinvolgere la cittadinanza sui contenuti della riforma e sulle sue possibili conseguenze.
Il Partito Democratico continuerà a promuovere momenti di partecipazione e confronto, nella convinzione che la difesa della Costituzione e dei suoi equilibri fondamentali sia una responsabilità collettiva e un impegno che riguarda il futuro della nostra democrazia.

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