Sansepolcro: referendum sulla giustizia, sala consiliare gremita. Verini e Rossomando spiegano le ragioni del No

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Partecipazione e confronto pubblico sul futuro della riforma costituzionale: “Difendiamo l’equilibrio tra i poteri dello Stato”

Sansepolcro – Sala del Consiglio comunale gremita venerdì 20 febbraio per l’incontro pubblico dedicato al referendum sulla giustizia. Una serata partecipata che conferma come il tema stia entrando nel vivo del dibattito cittadino, tra la necessità di fare chiarezza e la volontà di approfondire contenuti e conseguenze della riforma costituzionale proposta.

Ospiti dell’iniziativa il senatore Walter Verini e la senatrice Anna Rossomando, entrambi componenti della Commissione Giustizia del Senato, che hanno illustrato ai numerosi presenti le ragioni del No e l’importanza di una partecipazione consapevole al voto.

Tre i punti centrali emersi nel confronto.

Il primo riguarda l’efficacia della riforma rispetto ai problemi concreti della giustizia. Secondo i relatori, il testo non interviene sui nodi strutturali del sistema: non riduce i tempi dei processi, non incide sull’organizzazione degli uffici giudiziari e non modifica in modo sostanziale funzioni e responsabilità dei magistrati. Anche la cosiddetta “separazione delle carriere” – è stato spiegato – risulterebbe già di fatto presente nell’ordinamento italiano.

Il secondo aspetto riguarda il metodo e la portata dell’intervento costituzionale. La riforma modificherebbe sette articoli della Carta, incidendo su equilibri delicati costruiti dai Padri costituenti. Per i promotori del No si tratterebbe di un intervento unilaterale che rischia di alterare il sistema dei pesi e contrappesi, principio cardine che garantisce autonomia e indipendenza della magistratura dal potere politico.

Infine, è stata evidenziata la preoccupazione per un possibile rafforzamento del primato della politica sugli altri poteri dello Stato, con il rischio – secondo quanto sostenuto nel dibattito – di aprire la strada a ulteriori modifiche istituzionali, dal premierato a un ridimensionamento del ruolo del Presidente della Repubblica quale garante dell’equilibrio costituzionale.

Il No, è stato ribadito, non rappresenta una posizione ideologica ma una scelta di tutela dell’assetto democratico e dei principi della Costituzione. Nelle prossime settimane l’impegno sarà quello di proseguire nell’informazione puntuale ai cittadini, per favorire un voto consapevole e basato sui contenuti.

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