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Scoko acque in Via Verdi a Città di Castello: il Comune promette interventi


L’assessore ai Lavori Pubblici, Riccardo Carletti, risponde alle critiche della minoranza: “Il Comune ha già fatto qualcosa, ma se non basta, faremo di più”

L’assessore ai Lavori Pubblici Carletti risponde ad Arcaleni (Castello Cambia) su via Verdi: “il Comune è già intervenuto per impedire lo scolo delle acque nella scarpata: se non dovesse bastare, verranno programmati la realizzazione di una cordolatura in cemento di altezza adeguata e il contestuale rifacimento della pavimentazione bituminosa della strada”

“Già nell’imminenza dell’evento meteorologico verificatosi nel 2022, il Comune si era attivato per verificare quanto successo in via Verdi e in generale sulla collina del cosiddetto Villaggio Musicale, constatando che l’enorme afflusso di acqua che aveva invaso le viabilità comunali fosse defluito dalla sovrastante superstrada E45, quindi non per colpa o negligenza di questo ente. Per quanto riguarda lo scolo delle acque piovane dalla strada alle sottostanti proprietà private, il Comune ha temporaneamente realizzato una cordolatura con bitume freddo, che, in caso di precipitazioni atmosferiche tali da mandare in crisi il sistema di raccolta delle acque meteoriche, possa impedire lo scolo delle stesse sulla scarpata, indirizzandole lungo la strada verso il fosso a cielo aperto sottostante. Se questo intervento non dovesse risultare sufficiente a impedire ulteriori sversamenti di acqua all’interno delle proprietà sottostanti, verranno programmati la realizzazione di una cordolatura in cemento di altezza adeguata e il contestuale rifacimento della pavimentazione bituminosa della strada”. E’ quanto ha affermato in consiglio comunale l’assessore ai Lavori Pubblici Riccardo Carletti, rispondendo all’interrogazione della capogruppo di Castello Cambia Emanuela Arcaleni sullo stato di via Verdi. La rappresentante della minoranza aveva richiamato l’attenzione sulla “situazione particolarmente critica” di via Verdi, ricordando come nel novembre 2022 alcuni residenti avessero “inviato, senza ottenere risposta, numerose segnalazioni per lo stato di ammaloramento della carreggiata comunale a servizio delle abitazioni, che da quell’anno presentava fessurazioni dell’asfalto e un significativo cedimento della sede stradale”. “Successivamente, nell’agosto 2023, dopo reiterate richieste, c’è stato un incontro, con la consegna da parte di alcuni cittadini di uno studio geologico, commissionato e pagato da loro, per comprendere le cause di questo progressivo cedimento della sede, con smottamento lento, ma continuo. L’incontro si era concluso con l’impegno dei tecnici comunali a fare un sopralluogo”, aveva ricordato Arcaleni, segnalando che i cittadini avessero evidenziato la necessità di un aggiornamento sulla questione. “La situazione è in peggioramento – aveva sostenuto la consigliera – perché porzioni sempre più ampie della strada si sono inclinate e in caso di pioggia abbondante scende un fiume d’acqua dalla collinetta sovrastante, che invade i giardini. Il margine della strada si sta inclinando notevolmente, facendo inclinare anche il lampione, le colonnine dei contatori, le recinzioni delle proprietà private”. “Il sopralluogo dei tecnici nella primavera del 2025 non ha prodotto azioni adeguate a fermare lo stato di deterioramento e l’area interessata dallo smottamento si sta ampliando. Vorrei, quindi, sapere perché l’amministrazione comunale ancora non ha fatto nulla e soprattutto se ci sia una progettualità per sistemare la situazione”, aveva concluso Arcaleni. L’assessore Carletti ha rimarcato che “il fenomeno è ben conosciuto dall’amministrazione comunale e lungo quella dorsale non riguarda soltanto via Verdi, perché come in seguito ai lavori della E45 di pochi anni fa questo tipo di problemi si sono verificati in più parti del territorio”. “I cambiamenti climatici degli ultimi anni, con le cosiddette bombe d’acqua che si verificano in diversi casi, hanno aggravato la situazione, soprattutto in questa parte del territorio vicina al ponte del Tevere”, ha osservato Carletti, che ha precisato: “l’amministrazione comunale ha fatto delle azioni, che se non dovessero bastare dovrebbero proseguire con altri interventi, coinvolgendo anche le proprietà private”. L’assessore ha, quindi dato conto, anche dell’intervento eseguito da Umbra Acque sulla condotta idrica che avrebbe potuto creare degli squilibri statici del rilevato stradale. “Il gestore – ha riferito – ha verificato la corretta tenuta della condotta idrica e fognaria, scongiurando così possibili ulteriori infiltrazioni che possono compromettere la stabilità del sottofondo”. “Se le condizioni dal punto di vista geologico sono mutate con il tempo, bisogna fare uno studio che non può essere soltanto in capo all’amministrazione, perché va coinvolta anche la parte privata, che occupa largamente la collina. Si tratta di capire se c’è un indice di gravità della situazione tale da dover procedere subito a questo”, ha spiegato l’assessore, precisando che “le squadre operative sono intervenute più volte e lo stesso coordinatore ha condotto dei rilievi anche negli ultimi giorni, perché ci sono state ingenti piogge”. La consigliera Arcaleni ha replicato ricordando che “i privati hanno consegnato già uno studio geologico commissionato e pagato da loro per comprendere le cause del progressivo cedimento della sede, che credo vi abbiano già dato. Sono, quindi, già abbastanza avanti nelle azioni potevano fare, nell’attenzione a voler risolvere questo problema”. “Sicuramente – ha aggiunto la rappresentante di Castello Cambia – non può bastare l’intervento delle squadre operative che hanno steso il bitume, perché quello è un intervento estetico, quasi, non è un intervento strutturale”. “Il Comune può fare da raccordo e da coordinamento rispetto a un problema che riguarda il proprio territorio, mettendo insieme più soggetti che a vario titolo possono affrontare questa situazione”, ha sostenuto Arcaleni, invitando l’amministrazione a verificare la possibilità di richiedere finanziamenti per affrontare il dissesto idrogeologico sulla collina di via Verdi. “Ci sono stati dei fondi assegnati dalla Regione Umbria in due deliberazioni diverse, fino a 12 milioni di euro tra ottobre e novembre 2025, e questo Comune ha ottenuto un finanziamento di 400.000 euro per il mitigare rischio idrogeologico della strada Lerchi-Monte Santa Maria Tiberina. Credo serva un’assunzione di responsabilità del Comune rispetto al reperimento dei fondi pubblici per risolvere i problemi di una zona importante della città”, ha concluso Arcaleni.

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