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Pallavolo Altotevere punta forte sulla ritrovata vena di Alpini

Lo schiacciatore di Prato (28 punti ed Mvp nella gara contro Mantova) ha dimostrato di saper fare la differenza, requisito chiave in vista dei play-off

Miglior realizzatore della partita di domenica scorsa con 28 punti (26 in attacco e 2 a muro), un autentico trascinatore della squadra – specie nel frangente più delicato del tie-break – e palloni che adesso vanno giù più spesso anche dalla prima linea, non soltanto in pipe. Tutto questo è Matteo Alpini, schiacciatore della ErmGroup Altotevere ed Mvp nella sfida contro la Gabbiano Farmamed Mantova; il “martello” di Prato è apparso in forma smagliante dopo il forfait di Trebaseleghe a causa dell’influenza e di lui ci sarà bisogno in questa fase della stagione che ancora deve stabilire quale sarà il piazzamento finale dei biancazzurri nel girone Bianco del campionato di Serie A3 Credem Banca. Contento della prestazione e soprattutto del risultato della squadra, anche se… “Avremmo dovuto essere più aggressivi in partenza – dice – e in realtà lo abbiamo fatto, poi abbiamo spezzato un attimo il ritmo. Sono stati bravi loro nel crederci, meno bravi noi a commettere degli errori nei momenti cruciali, però una volta che eravamo sotto 0-2 è salito l’orgoglio da parte nostra e la rabbia nel voler portare a casa il risultato. Ci siamo riusciti al quinto set, lottando palla su palla. Eravamo stanchissimi, ma non abbiamo mollato”. E Matteo dedica il riconoscimento per l’Mpv a una persona speciale: “A mia mamma, che ultimamente aveva avuto qualche problema di salute. Ora sta bene e le mando un grande abbraccio: il mio primo Mvp della stagione è per lei”. Alpini è soddisfatto e allo stesso tempo realista: “Aver battuto il Mantova significa aver mantenuto la terza posizione, ma vuol dire anche che per prendercela definitivamente e quindi stare in alto nella griglia dei play-off dovremo vincere a San Donà di Piave. Se l’atteggiamento sarà identico a quello di domenica scorsa, dal terzo set in poi, non ci saranno problemi”. In conclusione, Alpini spiega la sua particolare “metamorfosi”, non perché non fossero conosciute le due indubbie qualità, ma per un rendimento che non era stato costante. “Non direi che prima non ero al massimo: più semplicemente, interpretavo il mio ruolo in un modo diverso, perché in quel momento alla squadra serviva un altro “tipo” di Alpini, poi gli alti e bassi ci possono stare, anche perché questa è la mia prima stagione da titolare in Serie A. Le mie ultime prestazioni sono in crescendo e questo mi carica per i play-off”.

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