“Siamo all’assurdo. L’Assessore Barcaioli, ormai incapace di
giustificare il fallimento della Giunta, arriva a inventare di sana pianta presunte ‘esultanze’
dell’opposizione. Glielo dico chiaramente: non c’è nulla da ridere, c’è solo da vergognarsi.
L’unica cosa che proviamo è una profonda preoccupazione per il livello di dilettantismo con
cui è stata gestita la questione del dimensionamento. La verità è che l’assessore preferisce
presumere i sentimenti altrui invece di spiegare i fatti: se il Commissario ha dovuto firmare i
decreti per Città di Castello, è solo perché la Regione ha abdicato ai propri doveri,
rifiutandosi coscientemente di decidere per mesi.
Invece di assumersi le proprie responsabilità, la Giunta ha scelto la via del silenzio tattico,
preferendo il commissariamento pur di poter recitare oggi la parte della vittima e non
rischiare di perdere consenso.
In questa recita il Comune di Città di Castello ha fatto da comparsa silenziosa: ha scelto la
strada della solidarietà di fazione e di partito invece di difendere gli interessi del territorio.
Perché l’Amministrazione comunale non ha preteso che la regione assolvesse i propri doveri,
magari proponendo un piano che tenesse conto del caos logistico della Alighieri?
Hanno taciuto per mesi per non disturbare la Giunta e ora Barcaioli accusa l’opposizione per
nascondere la filiera del silenzio PD-M5S.
L’ordinanza del Consiglio di Stato non è una vittoria di parte, ma la certificazione del
fallimento dell’assessore. Dovrebbero chiedere scusa alle famiglie e al personale scolastico di
Città di Castello per non aver programmato il futuro della nostra scuola quando ne avevano
l’autorità, invece si arrabattano per far passare la loro ignavia come “difesa del territorio”.
Il Coordinatore comunale di
Fratelli d’Italia-Città di Castello



