Guerra in Iran, Città di Castello per la pace e il rispetto del diritto internazionale

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Lettera aperta de La Sinistra per Castello e Rifondazione comunista agli amministratori, alle forze politiche, alle organizzazioni sindacali e alle associazioni culturali e sociali

Negli ultimi giorni abbiamo assistito a decisioni che sollevano interrogativi gravi sulla coerenza della politica estera italiana e sul rispetto del diritto internazionale. Le pesanti ricadute in termini sociali ed economici sul Paese sono già sotto gli occhi di tutti.

In Parlamento il governo ha riconosciuto che l’attacco condotto da Stati Uniti e Israele contro l’Iran è avvenuto fuori dalle regole del diritto internazionale. Un’affermazione di gravità inaudita, che ammette la violazione delle norme su cui dovrebbe fondarsi la convivenza tra gli Stati.

A fronte di queste parole, tuttavia, la risoluzione approvata dal Parlamento impegna l’Italia, tra l’altro, a garantire supporto logistico attraverso l’utilizzo delle basi militari presenti nel nostro Paese per le operazioni dei partner internazionali coinvolti nello stesso scenario di conflitto.

Si tratta di una contraddizione evidente. Se un’azione militare viene riconosciuta come esterna al diritto internazionale, mettere a disposizione il proprio territorio e le proprie basi non può essere considerato un gesto neutrale.

Questa ambiguità rischia di collocare l’Italia in una posizione incompatibile con l’articolo 11 della Costituzione, che ripudia la guerra come strumento di offesa e afferma la necessità di risolvere le controversie internazionali attraverso il diritto e la diplomazia.

Per queste ragioni riteniamo necessario che anche le istituzioni locali e la società civile prendano posizione.

Proponiamo al Consiglio comunale di Città di Castello di discutere e approvare un ordine del giorno che esprima una chiara condanna dell’escalation militare in atto e inviti il Governo italiano a operare con coerenza nel rispetto del diritto internazionale e dei principi della Costituzione.

Allo stesso tempo rivolgiamo un appello alle forze politiche, alle organizzazioni sindacali e alle associazioni del territorio affinché si promuova da subito una mobilitazione pubblica unitaria per la pace, con iniziative, assemblee e momenti di partecipazione che coinvolgano la cittadinanza.

Di fronte al rischio di un allargamento dei conflitti e a scelte che avvicinano sempre di più il nostro Paese alla logica della guerra, riteniamo necessario costruire anche nel nostro territorio una risposta civile, democratica e di pace.

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