Città di Castello, l’Oratorio Don Bosco trova casa nel Seminario vescovile

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Spazi più ampi nel cuore del centro storico per accogliere ragazzi, famiglie e attività educative

Una nuova casa per i ragazzi e le famiglie di Città di Castello. L’Oratorio San Giovanni Bosco ha trasferito le proprie attività nei locali del Seminario vescovile, in via Pomerio San Girolamo 2, riportando nel cuore della città uno spazio dedicato all’educazione, all’incontro e alla crescita dei più giovani.

La nuova sede offre ambienti più ampi e funzionali per le attività che ogni pomeriggio coinvolgono bambini e ragazzi del centro storico: aiuto compiti, momenti di gioco, laboratori e iniziative educative che da oltre trent’anni caratterizzano l’esperienza dell’oratorio.

Un ritorno al seminario con un forte valore educativo

Il trasferimento dell’oratorio nei locali del seminario rappresenta anche un ritorno simbolico a un luogo storicamente dedicato alla formazione dei giovani.

«L’oratorio San Giovanni Bosco nasce nel 1992 come associazione di volontariato a servizio delle comunità parrocchiali», ricorda il vicario diocesano don Andrea Czortek. «In oltre trent’anni ha avuto diverse sedi: una prima esperienza nella parrocchia di San Pio, poi un periodo nel seminario e successivamente nella palazzina della vecchia scuola vescovile».

Il nuovo trasferimento è legato alla riorganizzazione degli spazi della diocesi, ma porta con sé anche un significato più profondo. «Il seminario – prosegue don Czortek – è stato costruito nel XVIII secolo come luogo educativo. Oggi recupera quella stessa funzione, in modo diverso, accogliendo i ragazzi che frequentano l’oratorio».

L’oratorio opera infatti nel cuore del centro storico di Città di Castello e collabora con le parrocchie della comunità pastorale cittadina, diventando un importante punto di riferimento per famiglie, bambini e adolescenti.

Un punto di riferimento per ragazzi e famiglie

Attualmente sono circa 45 i ragazzi che frequentano con regolarità le attività dell’oratorio, dalle scuole elementari fino alle superiori. A raccontare la vita quotidiana di questo spazio educativo è la presidente dell’associazione, Luisella Alberti.

«L’oratorio è un luogo dove ciascuno porta la propria esperienza e dà quello che può», spiega. «Io sono arrivata qui otto anni fa, dopo una lunga carriera come comandante della polizia municipale di Città di Castello. Ho accettato subito l’invito a collaborare perché sapevo che questo è un luogo speciale di accoglienza e crescita».

Le attività si svolgono soprattutto durante il periodo scolastico. «Dalle 14 alle 16 i ragazzi fanno i compiti con l’aiuto dei volontari, molti dei quali sono ex insegnanti con grande esperienza», racconta Alberti. «Poi c’è la merenda e dalle 16 alle 18 iniziano le attività ricreative».

Ma la vita dell’oratorio non si limita ai pomeriggi invernali. Durante l’estate vengono organizzati campi scuola, gruppi estivi e campeggi, momenti molto attesi dai ragazzi e dagli animatori più giovani.

Volontari e servizio civile al fianco dei ragazzi

Accanto ai volontari storici, un ruolo importante è svolto anche dai giovani impegnati nel servizio civileMaria Farioli racconta il suo impegno nell’aiuto allo studio e nel sostegno ai ragazzi. «Siamo divisi per classi: elementari da una parte e medie dall’altra. Aiutiamo i ragazzi a studiare, a ripetere o a fare gli esercizi. Se non hanno compiti, possono leggere o disegnare utilizzando i materiali dell’oratorio».

La nuova sede offre ambienti più ampi e funzionali, soprattutto per le giornate in cui il maltempo costringe a restare al chiuso. «Qui c’è molto più spazio – racconta ancora Maria – e durante le giornate di pioggia i ragazzi possono giocare a ping pong o al biliardino senza annoiarsi».

Il tempo del gioco e della relazione

Una parte fondamentale della vita dell’oratorio è dedicata alle attività ricreative e ai momenti di socializzazione, guidati dagli animatori. Tra loro c’è anche Nabil Zermane, che segue i ragazzi soprattutto nel pomeriggio.

«Dalle 16 alle 18, dopo i compiti, iniziano i momenti di gioco», racconta. «A volte organizziamo attività strutturate, altre volte lasciamo che siano i ragazzi a proporre. Quest’anno abbiamo introdotto anche il laboratorio teatrale».

L’oratorio è profondamente radicato nel tessuto sociale della città. «La merenda spesso è offerta da forni e pasticcerie della zona, segno concreto di quanto questa realtà sia importante per la comunità». Il calcio resta il gioco più amato, ma ciò che conta davvero è il clima di amicizia e relazione che nasce ogni giorno tra i ragazzi.

Un luogo aperto a tutti

Accoglienza è una delle parole chiave dell’esperienza dell’oratorio. «Qui non facciamo distinzioni», sottolinea ancora la presidente Alberti. «Chiunque può entrare. Giorni fa sono arrivati dei pellegrini diretti ad Assisi: faceva freddo e avevano dei panini. Hanno chiesto se potevano fermarsi e li abbiamo accolti volentieri. Questo è lo spirito dell’oratorio».

Un ambiente dove si respirano solidarietà, amicizia, condivisione e generosità, valori che da sempre caratterizzano l’esperienza dell’Oratorio Don Bosco.

Arte e bellezza nei nuovi spazi

All’interno della nuova sede trova posto anche un segno artistico significativo. Nel corridoio dell’edificio è stata collocata l’opera dell’artista tifernate Andrea Lensi, intitolata Anima e cuore. «Ho voluto riempire quello spazio con molto colore, quasi come fosse la vetrata di una cattedrale gotica», spiega l’artista. «L’opera rappresenta l’unione tra la dimensione spirituale e quella fisica dell’uomo, una ricerca di armonia». Il lavoro è dedicato al fratello Roberto, figura molto legata alla vita dell’oratorio.

Una comunità che cresce nei nuovi spazi

Il trasferimento nella nuova sede è stato accompagnato anche da un momento di inaugurazione e benedizione degli ambienti, avvenuto nei giorni scorsi alla presenza del sindaco Luca Secondi, dell’assessore Benedetta Calagreti e di don Andrea Czortek, insieme a volontari, famiglie e ragazzi.

Il gesto simbolico è stato il taglio di un nastro colorato realizzato con stelle filanti dai bambini dell’oratorio, segno della partecipazione e della gioia della comunità.

Nel suo intervento il sindaco ha ricordato come la bellezza dei luoghi sia fatta soprattutto dalle persone che li animano. Un pensiero che riassume bene lo spirito dell’Oratorio Don Bosco: una realtà che da oltre trent’anni continua a offrire ai ragazzi di Città di Castello uno spazio di incontro, crescita e amicizia.

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