Dimensionamento scolastico, i genitori di Città di Castello al TAR: “Stop alla propaganda, ora parlano i fatti”

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Depositato l’intervento ad adiuvandum a sostegno del ricorso del Comune. Le famiglie denunciano criticità strutturali e organizzative e rivendicano un confronto trasparente

CITTÀ DI CASTELLO – La protesta dei genitori sul dimensionamento scolastico compie un passo decisivo e approda nelle aule di giustizia. Nella mattinata del 20 marzo è stato depositato l’intervento ad adiuvandum al TAR dell’Umbria, a sostegno del ricorso già presentato dal Comune contro un provvedimento ritenuto “ingiusto e arbitrario”.


A promuovere l’azione legale sono i genitori degli alunni dei due circoli didattici cittadini e della scuola secondaria di primo grado “Alighieri-Pascoli”, rappresentati dall’avvocato Alessio Tomassucci. Una mobilitazione nata spontaneamente e cresciuta rapidamente, fino a coinvolgere centinaia di famiglie decise a non restare spettatrici di decisioni calate dall’alto.


Secondo i promotori, la contrarietà al piano di dimensionamento non ha natura politica, ma deriva da un’analisi tecnica di documenti normativi e amministrativi, dal D.M. 124/2025 ai provvedimenti regionali e commissariali. Da questo esame emergerebbe, a loro dire, “un quadro di arbitrarietà” e una gestione priva di una visione educativa coerente.


Nel mirino delle famiglie c’è anche il dibattito politico che ha accompagnato la vicenda. Da un lato viene riconosciuto il sostegno di chi ha appoggiato la protesta “con coerenza e senza strumentalizzazioni”; dall’altro si critica duramente quella che viene definita “propaganda sterile”, accusata di aver utilizzato il tema della scuola per finalità estranee ai reali bisogni del territorio.


Le criticità segnalate riguardano aspetti concreti: dalla saturazione degli spazi scolastici, aggravata dalla mancata disponibilità della sede di via della Tina, fino alla disgregazione di collegi docenti costruiti nel tempo. A ciò si aggiunge, secondo i genitori, un’assenza di pianificazione capace di garantire qualità e continuità didattica.


Non meno rilevante è il dato della partecipazione: oltre 400 persone hanno preso parte alle recenti manifestazioni pubbliche e sono state raccolte più di 3.200 firme. Numeri che testimoniano, secondo i promotori, la nascita di una comunità consapevole e attiva.


“Al di là dell’esito del ricorso – sottolineano – resta il valore di una cittadinanza che si informa, si organizza e chiede trasparenza”. Una mobilitazione che segna un precedente per la città e che, ora, prosegue sul piano legale, con l’obiettivo di riportare il confronto sul terreno dei fatti e delle responsabilità.

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