Pallavolo Bartolini in vista di Sabaudia: “Altotevere, testa e serenità le nostre armi”

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Il tecnico biancazzurro, alla vigilia dell’esordio nei play-off, indica un’altra soluzione: “Meglio potenziare i nostri punti di forza che lavorare sui difetti”

La lunga attesa sta per finire: sabato 21 marzo, la ErmGroup Altotevere si rimette in marcia e stavolta in direzione sud: nella suggestiva Sabaudia, il giorno successivo, si gioca l’andata del primo turno dei play-off del campionato di Serie A3 Credem Banca contro la locale formazione della Viridex, della quale tutto interessa meno che il sesto posto finale nel girone Blu, perchè ha le potenzialità giuste per poter superare gli ottavi e approdare ai quarti, grazie alla formazione che ha allestito un virtuale “ex” di turno: Paolo Torre, direttore sportivo della squadra laziale che nella stagione 2012/’13 era stato palleggiatore del Vivi Altotevere San Giustino in Serie A1. “Se andiamo ad analizzare il roster, a Sabaudia non manca di fatto nulla – dice il coach dell’Altotevere, Marco Bartolini – dal momento che in attacco può contare su Onwuelo e Panciocco che hanno trascorsi in A2; su due centrali che conosciamo benissimo da avversari, cioè Pilotto e Stufano; su un promettente palleggiatore chiamato Mariani e su altre due pedine importanti, lo schiacciatore Soncini e il libero Rondoni, che garantiscono equilibrio. Inoltre, anche loro fanno leva sulla battuta, quindi a maggior ragione sarà una sfida ad armi pari, che ci apprestiamo ad affrontare avendo risolto anche gli inghippi fisici del periodo. Sotto questo profilo, i venti giorni di astinenza dalle gare ci hanno aiutato”. È chiaro però che oltre a questa componente, importante quanto si voglia, ne occorrano altre. “Comincia la parte decisiva del campionato – ricorda il tecnico – per cui si azzerano tutti i livelli e conta molto la testa, a cominciare da quelle sicurezze che stiamo ritrovando. Non solo: occorre allenarsi con il sorriso e con la serenità addosso, in quanto bisogna stare bene sotto ogni profilo. D’altronde, sono mesi e mesi che vediamo lo stesso luogo, il palazzetto e incontriamo gli stessi volti, per cui trovare gli stimoli diventa fondamentale. Ebbene, i play-off sono il migliore stimolo che ci potesse essere”. Sugli aspetti da conservare e da migliorare, relativamente al gioco, Bartolini punta sull’esperienza: “A volte, le cose da migliorare dobbiamo nasconderle. C’è poco tempo a disposizione per cercare di migliorarle e allora ritengo che sia preferibile rafforzare le certezze per diventare insuperabili su ciò che sappiamo fare bene. Ci attendono play-off di altissimo livello: la final four di Coppa Italia è stata un indicatore fin troppo chiaro. A noi è capitato il Sabaudia, ma credo che se anche ci fosse toccato il Campobasso la sostanza non sarebbe cambiata”.

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