Dimensionamento scolastico, parlano i genitori: “Non siamo stati ascoltati, ora chiediamo chiarezza”

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In onda lunedì 30 marzo: un estratto dell’intervista che racconta il punto di vista delle famiglie tra criticità e bisogno di condivisione

CITTÀ DI CASTELLO – Non una battaglia politica, ma una richiesta di attenzione e partecipazione. È questo il messaggio emerso dalla trasmissione “In Primo Piano”, dove Lucia Fiorucci ed Erika Bianconi hanno portato la voce dei genitori sul tema del dimensionamento scolastico.

Quando avete capito che qualcosa non andava?
“È stato improvviso – racconta Fiorucci –. A fine gennaio abbiamo iniziato a confrontarci tra genitori e ci siamo resi conto che nessuno era stato informato. Da lì è partita una mobilitazione spontanea”.

Come si è sviluppata questa mobilitazione?
“In pochi giorni abbiamo fatto molto – spiegano –: una manifestazione con circa 400 persone, oltre 3.200 firme raccolte, assemblee pubbliche, incontri con dirigenti e istituzioni. Tutto nato dal basso, senza strutture organizzate”.

Qual è oggi la vostra principale preoccupazione?
“L’incertezza – sottolinea Bianconi –. Le iscrizioni erano già in corso e le famiglie avevano scelto sulla base di un’offerta formativa precisa. Oggi non sappiamo se quella scelta verrà rispettata”.

Quali sono le criticità più concrete?
“Parliamo di didattica, ma anche di vita quotidiana – aggiunge Fiorucci –. Fratelli che potrebbero essere divisi, ragazzi separati dai compagni, ma anche problemi logistici in un territorio ampio come il nostro: trasporti, distanze, organizzazione familiare”.

Vi siete sentite coinvolte nel processo decisionale?
“La sensazione è opposta – risponde Bianconi –. È sembrata un’operazione amministrativa, senza un reale confronto con le famiglie. E questo ha generato smarrimento”.

Avete anche intrapreso un’azione legale: perché questa scelta?
“È stata una decisione sofferta ma necessaria – spiegano –. Abbiamo deciso di sostenere, come genitori, un intervento ad adiuvandum nel ricorso al Tar. Un’azione completamente autofinanziata: abbiamo organizzato una raccolta fondi, ognuno ha contribuito come poteva. Non per scontro, ma per chiedere di essere ascoltati”.

Cosa chiedete oggi alle istituzioni?
“Trasparenza, tempi chiari e condivisione – ribadiscono –. Se il dimensionamento andrà avanti, vogliamo sapere come, con quali criteri e con quali garanzie per i nostri figli. Non si può arrivare a settembre senza certezze”.

C’è anche un altro aspetto che volete chiarire?
“Sì, ed è molto importante – sottolineano –. Non vogliamo essere strumentalizzati o politicizzati. Noi abbiamo sempre parlato di dimensionamento scolastico nel suo complesso e mai di una singola scuola. Il dibattito che si è acceso attorno alla media Dante Alighieri appartiene alla politica, non alle famiglie. La nostra è una richiesta che riguarda tutto il territorio e tutte le scuole”.

Una vicenda che mette al centro non solo la scuola, ma il rapporto tra cittadini e istituzioni. E che dimostra come, quando si parla di futuro dei ragazzi, le famiglie siano pronte a mettersi in gioco, anche in prima persona, chiedendo semplicemente di essere ascoltate.

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