Presso la scuola “Alighieri Pascoli” di Città di Castello, studenti, docenti e adulti si sono confrontati sul tema dell’adolescenza. L’evento, promosso dall’Associazione Elisa ’83 ODV, ha visto la partecipazione di oltre 100 persone.
Città di Castello, 27 marzo 2026 – Si è svolta questa mattina, presso la scuola secondaria di primo grado “Alighieri Pascoli” di Città di Castello, la seconda edizione dell’iniziativa “Riflessi di identità: l’adolescenza allo specchio tra percezione di sé e relazioni sociali”, dedicata al mondo dell’adolescenza. L’incontro, promosso dall’Associazione Elisa ’83 ODV con il patrocinio dell’Assemblea legislativa della Regione Umbria e del Comune di Città di Castello, ha coinvolto alcune classi terze della scuola in un’esperienza innovativa di dialogo e confronto tra adolescenti e adulti. Protagonisti della giornata sono stati non solo gli studenti, ma anche docenti, dirigenti scolastici, psicologi ed esponenti del mondo politico locale e regionale, chiamati a partecipare attivamente a un percorso condiviso.
All’incontro hanno preso parte: Filippo Pettinari, dirigente scolastico; Cecilia Mazzoni, psicologa; Letizia Guerri, assessore alle Politiche giovanili e ai Servizi educativi del Comune di Città di Castello; Letizia Michelini, consigliere regionale e presidente della II Commissione della Regione Umbria; Adolfo Orsini, presidente dell’Associazione Elisa ’83 ODV. L’iniziativa ha registrato una partecipazione attenta e coinvolta da parte degli studenti e dei docenti. Il lavoro preparatorio svolto in classe, attraverso linguaggi espressivi come la fotografia, ha consentito ai ragazzi di arrivare all’incontro con una consapevolezza già maturata sui temi affrontati. Le metodologie utilizzate, di tipo informale ed esperienziale, hanno valorizzato modalità di interazione tipiche dei contesti quotidiani: dalla fotografia al dialogo diretto, fino al confronto faccia a faccia. Particolarmente apprezzata l’attività centrale, che ha visto gli studenti sedersi uno di fronte all’altro per rispondere, a turno, a una domanda in trenta secondi, dedicando poi lo stesso tempo all’ascolto dell’altro. Non sono mancati momenti di riflessione profonda, come il significativo spazio di silenzio durante la visione di un video composto dalle fotografie realizzate dagli studenti. Al termine, i ragazzi hanno condiviso pensieri e riflessioni sull’amicizia, scrivendo su cartelloni dedicati. L’intero percorso si è sviluppato in modalità laboratoriale sotto la guida di Veronica Lazzari, educatrice e formatrice, con l’obiettivo di creare uno spazio aperto, inclusivo e partecipato, capace di abbattere le barriere generazionali. Al centro delle attività una domanda chiave: “Cosa significa per voi stare in gruppo? Il bello e il difficile”, tema cruciale in una fase della vita in cui il bisogno di appartenenza si intreccia con la costruzione dell’identità personale. Nei giorni precedenti, gli studenti sono stati coinvolti in un’attività basata sulla metodologia del Photo Voice, ideata da Caroline Wang e Mary Ann Burris, che utilizza la fotografia come strumento di espressione e riflessione. Le immagini prodotte dai ragazzi, accompagnate da titoli e sottotitoli, hanno raccontato il loro vissuto, evidenziando luci e ombre delle relazioni tra pari. Durante i laboratori, anche gli adulti hanno partecipato attivamente in un contesto volutamente destrutturato, favorendo empatia e comprensione reciproca. L’obiettivo è stato duplice: permettere ai giovani di sentirsi ascoltati e offrire agli adulti strumenti per comprendere più a fondo bisogni, difficoltà e aspettative delle nuove generazioni. L’incontro si è così configurato come un’importante occasione per costruire un ponte tra generazioni, promuovendo un dialogo autentico e orientato al futuro. La disponibilità e il desiderio di espressione dimostrati dagli studenti confermano come, attraverso metodologie adeguate e un contesto curato, sia possibile attivare significativi processi educativi. “È il secondo evento che realizziamo – ha dichiarato Adolfo Orsini, presidente dell’Associazione Elisa ’83 ODV – e rappresenta una continuità nel tentativo di aiutare i ragazzi ad affrontare le difficoltà che spesso restano inespresse, accompagnandoli nella vita quotidiana in modo più consapevole”.
Eleonora Falleri, vicepresidente dell’Associazione Elisa ’83 ODV, ha sottolineato: “L’esperienza di queste due ore dimostra chiaramente le potenzialità delle metodologie informali ed esperienziali, soprattutto in una fase evolutiva delicata come l’adolescenza. Il coinvolgimento è stato autentico: i ragazzi si sono mostrati partecipi, rispettosi e spontanei. Questo apre una riflessione più ampia: attività di questo tipo, se inserite in modo continuativo durante l’anno scolastico, possono offrire strumenti fondamentali per sviluppare capacità relazionali e di ascolto. In un’epoca dominata dalle interazioni digitali, il confronto diretto assume un valore educativo ancora più significativo”.
Letizia Michelini, consigliere regionale e presidente della II Commissione della Regione Umbria, ha dichiarato: “Questa iniziativa si sta consolidando nel tempo e rappresenta un’importante occasione di riflessione per accompagnare i giovani in un contesto sociale sempre più complesso. In Regione abbiamo recentemente istituito l’Osservatorio per la salute mentale e il benessere psicologico dei giovani, con l’obiettivo di monitorare il disagio giovanile e orientare politiche sempre più efficaci a sostegno delle nuove generazioni”.
Letizia Guerri, assessore alle Politiche giovanili e ai Servizi educativi del Comune di Città di Castello, ha aggiunto: “È un progetto importante che torna nelle nostre scuole, rivolto a una fascia d’età che merita particolare attenzione. Il confronto e il dialogo intergenerazionale sono fondamentali in una società sempre più frammentata: i giovani devono essere al centro di un dibattito che li renda protagonisti attivi del loro percorso di crescita”.



