UMBERTIDE – Di fronte all’escalation del conflitto in Medio Oriente, che nelle ultime settimane ha raggiunto una fase particolarmente critica tra nuovi bombardamenti e conseguenze umanitarie e ambientali sempre più gravi, nasce a Umbertide un’iniziativa politica condivisa per chiedere una presa di posizione chiara delle istituzioni locali.
I gruppi consiliari di Corrente e Partito Democratico Umbertide, insieme alle forze politiche non presenti in consiglio – Movimento 5 Stelle Umbertide e Alleanza Verdi Sinistra Altotevere – e a realtà sociali del territorio come ANPI e CGIL, hanno elaborato congiuntamente un Ordine del Giorno per la condanna della guerra.
Un documento che nasce dalla volontà di rispondere a quella che viene definita un’emergenza storica, capace di richiedere unità di intenti e una responsabilità condivisa. Secondo i promotori, il conflitto in corso non può essere considerato un evento distante: le sue conseguenze economiche, energetiche e sociali stanno già incidendo sulle comunità locali, mentre l’aggravarsi delle tensioni globali rischia di compromettere ulteriormente la risposta alla crisi climatica, con danni alle infrastrutture vitali e un aumento dell’inquinamento di risorse essenziali come acqua e aria.
All’interno della riflessione trova spazio anche il tema dell’indipendenza energetica. Nel documento si sottolinea come il Governo italiano abbia utilizzato la crisi internazionale per posticipare al 2038 la chiusura delle centrali a carbone, una scelta che viene criticata perché ritenuta in controtendenza rispetto alla necessità di accelerare la transizione energetica. Secondo i promotori, è invece urgente adottare politiche più incisive orientate all’efficientamento energetico e alla progressiva riduzione della dipendenza da fonti fossili.
L’Ordine del Giorno si propone quindi come un richiamo alle istituzioni affinché assumano una posizione netta: al Consiglio Comunale viene chiesto di condannare l’escalation militare e di sostenere con decisione la via diplomatica come unico strumento per la risoluzione delle controversie internazionali. Un atto che viene definito coerente con i principi di giustizia sociale, pace e tutela della dignità umana sanciti dallo Statuto comunale e dalla Costituzione italiana.
Ma l’obiettivo non è solo simbolico. I promotori auspicano che la discussione dell’atto possa trasformarsi in un’occasione di confronto aperto e costruttivo, coinvolgendo amministrazione e consiglieri in un dialogo capace di superare divisioni e restituire una posizione condivisa, espressione della coscienza civile del territorio.
“Umbertide ha il diritto e il dovere di esprimersi come comunità intera su temi così cruciali”, si legge nel documento.



