Rifondazione Comunista Alto Tevere interviene con preoccupazione sulla recente delibera regionale in materia di sanità, giudicata in linea con le politiche del passato e lontana da quella discontinuità annunciata dopo le ultime elezioni. Secondo la federazione perugina, il provvedimento non rappresenta quel cambio di passo atteso dai cittadini, soprattutto su uno dei temi più sentiti: le liste d’attesa.
La sanità, ricordano, è stata al centro del dibattito politico regionale, ma a oggi non si registrano interventi strutturali concreti capaci di rafforzare il sistema pubblico. In particolare, resta irrisolto il nodo delle lunghe attese per visite ed esami, che continua a spingere una parte crescente di utenti verso il settore privato.
Proprio il ricorso sempre più frequente alla sanità privata, spesso giustificato dalla saturazione delle strutture pubbliche, rappresenta per Rifondazione il segnale evidente di criticità profonde. Una situazione che, sottolineano, persiste nonostante il governo regionale sia operativo da oltre un anno e mezzo, senza che siano stati adottati provvedimenti incisivi per invertire la tendenza.
Da qui la richiesta di un cambio netto di rotta: investimenti mirati su personale sanitario, potenziamento delle strutture pubbliche e riduzione delle esternalizzazioni. Solo attraverso un rafforzamento deciso del sistema pubblico, spiegano, sarà possibile garantire equità di accesso alle cure e ridurre realmente i tempi di attesa.
Rifondazione Comunista Alto Tevere rivolge quindi un appello alle forze politiche della sinistra presenti in Consiglio regionale, ai sindaci del territorio e alle organizzazioni sindacali affinché si facciano promotori di un confronto serrato con la Giunta. L’obiettivo è definire in tempi rapidi un piano sanitario capace di segnare una reale discontinuità rispetto al passato e di rimettere al centro il diritto alla salute come pilastro fondamentale del servizio pubblico.



