Jovanotti e la Filarmonica Puccini: un ricordo del ’97

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C’è anche un giovanissimo, Lorenzo Cherubini, Jovanotti, immortalato in uno scatto che lo ritrae con un gruppo di musicisti tifernati in una inedita foto del 1997 nella bellissima rassegna in corso di svolgimento fino a sabato 11 aprile nelle sale espositive di palazzo del Podestà che celebra i 225 anni di attività della Filarmonica Giacomo Puccini, tra le più antiche istituzioni musicali italiane – Assessore Botteghi e presidente Radicati: “caro Lorenzo ti aspettiamo qui per celebrare insieme i trenta anni da quel bellissimo evento”.

C’è anche un giovanissimo Lorenzo Cherubini, Jovanotti, immortalato in uno scatto che lo ritrae con un gruppo di musicisti tifernati in una inedita foto del 1997 nella bellissima rassegna (in corso di svolgimento fino a sabato 11 aprile nelle sale espositive di palazzo del Podestà) che celebra i 225 anni di attività della Filarmonica Giacomo Puccini, di Città di Castello, tra le più antiche istituzioni musicali italiane: più antica della banda del “Corpo della Gendarmeria Pontificia”, fondata a Roma nel 1851. La Filarmonica Puccini ha infatti suonato con Jovanotti nel 1997, durante il “Lorenzo Tour – 1997”, lo stesso dedicato all’album, “L’Albero”, il settimo, dove erano contenuti il singolo “Bella” e la canzone “Il Re”. Quest’ultimo brano apriva i concerti del cantautore-rapper di Cortona e per l’occasione venivano coinvolte alcune bande cittadine toccate dal tour. Nell’allora PalaEvangelisti di Perugia ad accompagnare il cantante fu proprio la Filarmonica Puccini di Città di Castello. Uno scatto inedito con tanto di dedica accanto a tanti altri in vetrina, grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio, del comune di Città di Castello con la collaborazione dell’archivio storico del Centro Fotografico Tifernate Archiphoto ed alcuni privati cittadini e appassionati di musica, che non è certo passato inosservato. “Il prossimo anno sarà il trentennale dalla pubblicazione dell’album e con la ricorrenza invitiamo Jovanotti a riproporre “Il Re” a Città di Castello insieme alla Filarmonica Puccini” sarebbe davvero una occasione straordinaria per rinsaldare un legame che l’artista ha da tanti anni con la nostra città che attraverso simboli artistico-culturali e maestri rinascimentali come Signorelli unisce Città di Castello e Cortona, luogo di origine di Jovanotti”, hanno dichiarato l’assessore alla cultura Michela Botteghi ed il presidente della banda cittadina, Sandro Radicati, ricordando infine il solido rapporto professionale che il tifernate, Leonardo “Fresco” Beccafichi, Dj, producer, ingegnere del suono può vantare da tempo con il cantautore. La mostra, che resterà aperta fino al prossimo 11 aprile nelle sale del Palazzo del Podestà (tutti i giorni dalle ore 18:00 alle ore 19:00 e il sabato mattina dalle ore 10:00 alle ore 12:30) raccoglie fotografie che raccontano la storia dell’associazione a partire da metà Ottocento fino ai nostri giorni. La filarmonica è nata nel 1800, su impulso di un ex clarinettista delle armate austriache arrivate in Italia in seguito alle campagne napoleoniche, come ricordato da Giuseppe Guerrucci nel suo libro sulla storia della banda. Da allora la filarmonica ha proseguito la sua attività come perno culturale di rilievo nel panorama musicale di Città di Castello. La mostra è stata possibile grazie alle numerose immagini messe a disposizione dalla fototeca tifernate, tramite l’archivio del Centro Fotografico Tifernate. Queste immagini raccontano le tante sfaccettature di vita dell’associazione, dai servizi in civili e religiosi in città alle uscite fuori dall’Italia. In rassegna poi strumenti e alcune divise storiche, insieme alle musiche realizzate dalla stessa filarmonica. Nell’esposizione, un omaggio a Baldino, con il logo che realizzò in occasione dei 200 anni della filarmonica e una preghiera, in dialetto tifernate, dedicata a Santa Cecilia, patrona dei musicisti ed ancora strumenti d’epoca, richiamati in varie immagini di inizio Novecento, divise storiche e il leggio del maestro Fausto Polverini, insieme a partiture musicali scritte a mano, risalenti a fine Ottocento, esposte in originale. Tra le curiosità sono presenti alcune caricature di bandisti realizzate da un giovanissimo Fulvio Falleri e i ritratti di personaggi legati alla banda, firmati dall’artista tifernate Albi Bachini. Un ricordo, infine, è stato dedicato all’artista David Riondino, scomparso recentemente con il quale la banda aveva allestito lo spettacolo “La Buona Novella”, dedicato a Fabrizio De Andrè, nei primi anni 2000, con gli allora direttori Nolito Bambini (fino al 2004) e Francesco Marconi (2004-2020).

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