La vicenda della Strada Europea E78 nel tratto che interessa l’Altotevere è l’emblema di una gestione infrastrutturale fallimentare, fatta di scelte sbagliate e priorità distorte, da parte della compagine che governa il paese.
Da anni amministrazioni locali e comitati denunciano un danno evidente: la scelta, da parte del Governo Meloni, del tracciato più economico tra quelli ipotizzati, ma anche il più impattante dal punto di vista ambientale. Una decisione assunta in nome di una logica puramente economicistica, che ha sacrificato la tutela del territorio e la qualità della progettazione, ignorando alternative più sostenibili e lungimiranti, in favore della rapidità di esecuzione e del minore impatto sulle casse dello Stato.
Oggi, a quel danno si aggiunge una beffa inaccettabile e il tradimento delle direttive con cui sono state prese le decisioni in merito al nostro territorio dall’amministrazione centrale.
Apprendiamo dalla stampa che parte delle risorse destinate alla realizzazione dell’opera sarebbero state dirottate verso altre infrastrutture nazionali, tra cui il Ponte sullo Stretto di Messina. Una scelta che conferma una gerarchia di priorità profondamente sbilanciata, dove infrastrutture importanti per le aree interne vengono sistematicamente sacrificate a favore di grandi opere simboliche dalla dubbia fattibilità.
Questo non è un caso isolato. È il riflesso di una modalità di governo che sta facendo pagare la sua inadeguatezza ai cittadini ed alle cittadine dei nostri territori. Quanto sta accadendo con l’appalto per la scuola media Dante Alighieri di Città di Castello — tra ritardi, criticità e gestione dilettantesca dell’appalto — racconta la stessa incapacità di programmare, gestire e portare a termine opere fondamentali per la comunità.
Siamo di fronte a un doppio fallimento: una scelta politica miope, che ha privilegiato il risparmio immediato rispetto alla sostenibilità ambientale, una gestione delle risorse inefficiente, che sottrae fondi a un’infrastruttura strategica già in ritardo cronico.
Questo non è solo un errore, è un segnale politico chiaro di una classe dirigente incapace di gestire la realizzazione delle infrastrutture necessarie allo sviluppo, bloccando di fatto le prospettive di crescita del territorio e del Paese. L’Altotevere continua inoltre a essere considerato marginale, privo del peso necessario per ottenere investimenti e attenzione, con i nostri rappresentanti a Roma più interessati a mantenere il proprio posto che a rappresentare le istanze del nostro territorio ed i rappresentanti locali della destra evidentemente irrilevanti dentro i loro stessi partiti.
Eppure, senza un serio sviluppo dei collegamenti verso Arezzo e l’alta velocità, il nostro territorio rischia un isolamento strutturale, con conseguenze dirette su economia, lavoro e qualità della vita.
Non accetteremo che il nostro territorio paghi due volte: prima con scelte sbagliate, poi con risorse sottratte.
Oltre al danno, la beffa. Ma questa volta non resteremo in silenzio.
Sinistra Italiana – AVS Altotevere



