“Quello che sta accadendo tra Lugnano e Bivio Lugnano, nel Comune di Città di Castello, merita la massima attenzione. Il progetto di realizzazione di un grande impianto fotovoltaico a terra in un’area agricola di pregio riguarda un territorio che conosco profondamente: Lugnano è un borgo storico prezioso per il Comune, inserito in un contesto che non può essere trattato come una superficie qualsiasi su cui installare impianti di questa portata.
Le criticità sono evidenti e rilevanti sotto diversi profili. C’è un tema di impatto paesaggistico, legato anche alla vicinanza con la Basilica di Canoscio e al rispetto del cono ottico e uno relativo alla tutela del territorio agricolo, che rischia di essere compromesso da interventi di questo tipo.
Ma soprattutto c’è una questione che viene prima di tutte le altre: quella della memoria storica. Mi riferisco al Monumento della Resistenza di Pian dei Brusci, che ricorda una delle pagine più drammatiche della nostra storia locale. Nel luglio del 1944, durante la ritirata nazista, alcuni contadini furono presi in ostaggio e nove di loro vennero uccisi. In quei giorni si colloca anche la storia di mia nonna, Ersilia Redi, e di mio nonno, Pietro Marchetti, che intervenne per portare in salvo un giovane della famiglia Sorbi, ferito ma ancora in vita.
Quella contro l’istallazione di un impianto fotovoltaico tra Bivio Lugnano e Lugnano non è una battaglia ideologica, ma una questione di buon senso. Si tratta di una scelta che rischia di colpire proprio le zone più fragili e identitarie del territorio tifernate, senza una vera pianificazione sulle aree idonee e senza un equilibrio tra sviluppo e tutela del territorio. Se non ci sarà un ripensamento serio su questo progetto, sono pronto a promuovere la costituzione di un comitato civico, apolitico e trasversale di cittadini e residenti, per difendere il territorio e la sua identità. Agiremo a tutti i livelli, a partire da quello comunale, regionale e, se necessario, anche nazionale. Le rinnovabili non possono diventare un pretesto per trasformare senza criterio territori come questo”.
Così in una nota il deputato Riccardo Augusto Marchetti, Segretario della Lega Umbria
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