Un grande affresco narrativo che attraversa la storia italiana ed europea tra Ottocento e Novecento, intrecciando vicende familiari e trasformazioni epocali: è questo il cuore di “Grifoni d’Europa”, il romanzo di Alessandra Oddi Baglioni e Nicoletta Manetti che verrà presentato martedi 5 maggio alle ore 17,30 alla Biblioteca “Carducci”
Un grande affresco narrativo che attraversa la storia italiana ed europea tra Ottocento e Novecento, intrecciando vicende familiari e trasformazioni epocali: è questo il cuore di “Grifoni d’Europa”, (Angelo Potecorboli editore) il romanzo di Alessandra Oddi Baglioni e Nicoletta Manetti. La presentazione ufficiale si svolgerà martedi 5 maggio alle ore 17,30 presso la Sala “Rossi-Monti” della Biblioteca “Carducci” alla presenza delle autrici e dell’assessore alla cultura, Michela Botteghi. Il giornalista, Massimo Zangarelli, dialogherà con le autrici. Attraverso le storie delle famiglie Oddi Baglioni, Gnoni e Mavarelli, il libro accompagna il lettore lungo un periodo cruciale della costruzione dell’Italia moderna: dall’Unità nazionale alle ambizioni coloniali, fino alle tensioni che preludono ai grandi conflitti mondiali. La Storia non è semplice sfondo, ma forza viva che modella destini individuali, ambizioni e scelte.
In questo scenario si inserisce con forza il legame con il territorio umbro e, in particolare, con Città di Castello, che nel romanzo assume un ruolo simbolico e concreto. Qui si colloca la figura del sindaco Antonio Gnoni, espressione delle dinamiche politiche locali e del rapporto tra élite e comunità, mentre la narrazione si intreccia con luoghi significativi come la Villa della Montesca. Alla Montesca prende vita una delle esperienze più avanzate del tempo: la scuola voluta dal barone Leopoldo Franchetti e da Alice Hallgarten, dove si sperimenta il metodo Montessori applicato all’educazione dei figli dei contadini. Un progetto che nel romanzo diventa emblema di una visione moderna e inclusiva della società, capace di coniugare impegno civile, responsabilità sociale e sviluppo umano. Il romanzo offre così una lettura originale del processo di costruzione della nazione, mettendo in luce due visioni contrapposte. Da un lato, quella maschile, fatta di pragmatismo, grandi opere infrastrutturali, operazioni finanziarie e dinamiche di potere. Dall’altro, una prospettiva più profonda e lungimirante, incarnata soprattutto dalle figure femminili, fondata su valori come la cura, l’educazione, la dignità e la responsabilità morale. Proprio le donne emergono come protagoniste di un modello alternativo di sviluppo: silenzioso ma determinante, capace di costruire non solo un paese materiale, ma una comunità fondata su valori duraturi. In questa chiave, “Grifoni d’Europa” restituisce un’immagine inedita delle “madri della patria”, custodi di un’eredità fatta di saggezza, sensibilità e visione del futuro.
Un’opera che unisce rigore storico e profondità narrativa, offrendo al lettore non solo il racconto di un’epoca, ma anche una riflessione attuale sul significato autentico di costruzione nazionale, in cui territori, comunità e persone – come nel caso emblematico di Città di Castello – diventano protagonisti della storia.



