L’Arezzo torna in Serie B e dentro questa promozione c’è anche un pezzo di Città di Castello. Dieci gol, alcuni pesanti, e una firma decisiva nell’ultima di campionato: Camillo Tavernelli è stato uno degli uomini chiave della stagione amaranto.
Il punto è sui numeri, ma anche sul percorso. Tavernelli parte dal campetto di Graticole, cresce al “Baldinelli” con la Junior Castello e poi costruisce una carriera fatta di tappe solide: Sansepolcro, Gubbio, Cittadella, Novara, Triestina, Casertana, fino ad Arezzo. Un attaccante che ha saputo ritagliarsi spazio e continuità, senza mai perdere il legame con le origini.
Figlio d’arte, con il calcio nel sangue, ha sempre rivendicato l’appartenenza alla sua città. Un aspetto che oggi torna centrale: mentre Arezzo festeggia il salto tra i cadetti, da Città di Castello arrivano orgoglio e riconoscimento.
Il sindaco Luca Secondi e l’assessore allo sport Riccardo Carletti parlano di “tifernate doc” e sottolineano il valore dell’impresa. Non solo il risultato sportivo, ma anche il simbolo: un prodotto del vivaio locale che arriva a incidere a livello nazionale.
C’è però anche un tema di fondo. Ogni volta che un talento cresce e si afferma altrove, resta aperta la domanda su quanto il territorio riesca a trattenere e valorizzare i propri giocatori. Intanto, però, la città si gode il momento: Tavernelli è uno dei volti della promozione e un motivo di orgoglio che torna a casa.



