Un percorso lungo mesi, fatto di confronto, studio e consapevolezza. A Città di Castello si è concluso il percorso formativo dedicato al contrasto della violenza di genere, promosso dalla Regione Umbria attraverso la Scuola Umbra di Pubblica Amministrazione.
Un progetto articolato, sviluppato tra dicembre 2025 e aprile 2026, che ha visto la partecipazione del comandante, ufficiali e agenti della polizia locale tifernate, impegnati in otto giornate di formazione con relatori di alto profilo: magistrati, avvocati, psicologi e operatrici dei centri antiviolenza.
Non una semplice attività di aggiornamento, ma un percorso multidisciplinare pensato per affrontare il fenomeno in tutte le sue complessità. Tra i temi trattati, l’occultamento della violenza, la vittimizzazione secondaria, l’impatto traumatico sulle vittime – sia adulte che minorenni – e la violenza assistita. Spazio anche agli aspetti normativi, con particolare attenzione alla riforma Cartabia, e al tema fondamentale della creazione di una rete tra istituzioni.
L’obiettivo è chiaro: migliorare la capacità di intervento e rafforzare la collaborazione tra tutti gli attori coinvolti nel percorso di uscita dalla violenza.
“Si tratta di un approccio multidisciplinare che aiuta a costruire una risposta sempre più efficace – ha spiegato l’assessore alla polizia locale Rodolfo Braccalenti – rafforzando la consapevolezza di essere parte di un sistema complesso e integrato”.
Un investimento sulla formazione che punta a tradursi in una maggiore qualità del servizio e in una risposta più attenta e preparata a un fenomeno purtroppo ancora attuale.
Perché dietro ogni intervento ci sono persone, storie e fragilità che richiedono competenza, sensibilità e capacità di lavorare insieme.



