CITTÀ DI CASTELLO – Al PalaAndreaIoan si respira qualcosa di speciale. Non è solo una partita, non è solo una stagione: è un ritorno. Quello dell’entusiasmo, della passione e di una comunità che si stringe attorno alla propria squadra.
La Città di Castello pallavolo femminile sta vivendo un momento importante, costruito con pazienza, lavoro e tanta voglia di crescere insieme. A raccontarlo sono anche due delle protagoniste più giovani, Chiara Landi e Giorgia Moriconi, simbolo di un gruppo che ha saputo unire esperienza e freschezza.
La semifinale playoff è ormai alle porte, ma quello che colpisce è il percorso. Una stagione fatta di alti e bassi, difficoltà e reazioni, in cui la squadra ha sempre trovato la forza di restare unita. “È stato un anno intenso – raccontano – ma proprio nei momenti complicati abbiamo capito quanto fosse importante essere un gruppo vero”.
Emblematica la sfida dei quarti contro San Mariano, risolta al golden set dopo una prestazione di carattere. “Per noi ogni set valeva tantissimo – spiegano – perché arrivavamo da una partita difficile. Abbiamo tirato fuori tutto quello che avevamo”.
E poi c’è il pubblico. Tanto, caloroso, presente. Un fattore che ha fatto la differenza e che ha riportato al palazzetto un clima che mancava da tempo. “Sentire tutta quella gente con noi è qualcosa di incredibile. Ti dà energia, ti spinge a dare di più”.
Un entusiasmo che si riflette anche nei più giovani. Le bambine del settore giovanile oggi guardano a queste ragazze con gli occhi pieni di sogni. “Eravamo noi, fino a poco tempo fa, sugli spalti a tifare. Ora siamo in campo. È una sensazione che non si dimentica”.
Adesso arriva la semifinale contro Assisi, una squadra forte, organizzata. Ma a Città di Castello l’approccio è chiaro: niente pressione, solo voglia di giocarsela fino in fondo. “Dobbiamo divertirci e vivere questo momento – dicono – perché è qualcosa di bello che ci siamo guadagnate”.
Comunque vada, questa stagione ha già lasciato un segno. Perché quando una squadra riesce a riportare entusiasmo, appartenenza e passione, il risultato va oltre il campo. E diventa il punto di partenza per qualcosa di ancora più grande.



