Riconoscere la solitudine come una vera emergenza sociale e promuovere politiche pubbliche orientate al benessere relazionale e alla coesione della comunità. È questo l’obiettivo della mozione presentata dalla consigliera comunale Monia Paradisi al Consiglio Comunale di Città di Castello.
Il documento parte da un dato sempre più evidente: la solitudine non riguarda soltanto gli anziani, ma coinvolge anche giovani, famiglie fragili, persone con disabilità, cittadini economicamente vulnerabili e chiunque viva condizioni di isolamento sociale forzato. Secondo studi internazionali richiamati nella mozione, l’isolamento sociale ha effetti profondi non solo sul benessere psicologico, ma anche sulla salute fisica e cognitiva delle persone.
“La solitudine – sottolinea la consigliera Paradisi – non può più essere considerata un problema esclusivamente individuale. È una questione collettiva che richiede risposte pubbliche, culturali e sociali. Una comunità forte si misura dalla capacità di non lasciare indietro nessuno”.
La mozione propone una strategia comunale integrata che coinvolga istituzioni, scuole, associazioni, volontariato, medici, parrocchie e realtà territoriali, con l’obiettivo di individuare e sostenere le persone più esposte all’isolamento.
Tra le principali proposte contenute nel documento:
- il riconoscimento formale della solitudine come priorità sociale del Comune;
- la mappatura del fenomeno sul territorio;
- la creazione e valorizzazione di spazi di aggregazione e socialità;
- il rafforzamento delle reti di vicinato e mutuo aiuto;
- iniziative culturali e intergenerazionali;
- il sostegno al volontariato e al terzo settore;
- progetti innovativi di “social prescribing”, cohousing e inclusione digitale;
- campagne di sensibilizzazione per contrastare stigma e isolamento.
La mozione evidenzia inoltre come investire nelle relazioni sociali significhi anche prevenire disagio, ridurre i costi sanitari e rafforzare il tessuto civile della città.
“Contrastare la solitudine – conclude Paradisi – significa costruire una comunità più umana, inclusiva e solidale, capace di valorizzare ogni persona e di restituire centralità ai rapporti umani in una società sempre più frammentata”.



