Quello che è stato presentato a S. Giustino dall’assessore regionale Thomas De Luca (M5S)è un piano di azione sulla gestione dei rifiuti decisamente ambizioso e innovativo. La presenza di quasi tutti i sindaci del territorio altotiberino ha sicuramente confermato l’interesse e la volontà collaborativa di un territorio intero, coinvolto da una gara che ha appaltato tutto per 15 anni aSOGECO, società mista a prevalenza privata, la cui gestione presenta varie criticità.
L’assenza del sindaco e della maggioranza di Città di Castello, maggior Comune del territorio, nonchè socio al 91% di SOGEPU,non è passata inosservata: i generici saluti dell’assessore all’Ambiente non sono stati sufficienti a far percepire un reale interesse.
Eppure si stava parlando di una materia decisamente importante per il futuro del nostro Comune, sia dal punto di vista ambientale che economico.
Le nuove linee guida regionali, che intendono incardinare la gestione al rifiuto come “nuova ricchezza”, necessitano del fondamentale impegno dei Comuni, che devono fare tutta la propria parte per raggiungere obiettivi importanti.
I pilastri del nuovo piano, quali la riduzione a monte della produzione di rifiuti del 10%portandola sotto la soglia dei 500 kg procapite, così come l’ aumento della raccolta differenziata all’80%, ma, soprattutto, dell’Indice di riciclo per arrivare ad uno smaltimento residuale in discarica del 20%, richiedono grandi investimenti in nuovi impianti di trattamento e in nuove tecnologie: anche attrarre questi fondi regionali significa rilanciare lo sviluppo economico e occupazionale del territorio.
In questo processo Citta di Castello deve esserci e candidarsi perimplementare finalmente una filiera virtuosa di trattamento, recupero e riciclo dei materiali, oltrechè di smaltimento, ottenendo il massimo anche intermini di bonifica di quanto prodotto dalla discarica, per scongiurare danni ambientali da inquinamento.
Chi ha consentito e avallato la cattiva gestione di SOGEPU nell’ultimo decennio, riducendola a mero braccio operativo di SOGECO, privandola di potere decisionale e producendo debiti milionari, difficilmente potrà candidarsi oggi a risollevarne le sorti e a garantire una nuova progettualità.
Per questo chiediamo con forza che sia il Consiglio comunale a discutere ilnuovo piano di impresa di SOGEPU.
Lo stesso rinnovo del CDA della partecipata che il Sindaco intende fare, sia l’occasione, non delle solite spartizioni, ma dell’innesto di competenze chiare e forti che facciano la differenza.



