“Io sono il capolavoro”: alla Pinacoteca una mostra fotografica che racconta bellezza, inclusione e sguardi autentici

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Non una semplice mostra fotografica, ma un invito a guardare oltre. O forse, più semplicemente, a guardare davvero. Perché a volte la bellezza più autentica non ha bisogno di essere cercata lontano: basta fermarsi negli sguardi, nei gesti, nella presenza delle persone.

Si intitola “Io sono il capolavoro” la mostra fotografica in corso di allestimento nella “manica lunga” della Pinacoteca comunale di Città di Castello, che sarà inaugurata sabato 30 maggio alle ore 17 e resterà aperta al pubblico fino al 13 giugno.

Un progetto che intreccia arte, inclusione, emozione e identità, nato all’interno di “Guarda il Mondo con i Miei Occhi – Teatro speciale”, percorso diretto da Valentina Martinelli in collaborazione con CO.FA.D. ETS e Associazione LUCE ETS, realizzato dalla DUDU Production con la fotografia e post produzione di Marco Bonatti.

I protagonisti assoluti della mostra sono undici ragazzi e ragazze che diventano volto, anima e forza narrativa delle immagini: Alessio Voutthier, Anna Pannacci, Agnese Massetti, Aurora Bazzurri, Elisa Occhineri, Giacomo Giunti, Giacomo Milanesi, Giacomo Testi, Gino Maria Landi, Livia Tose e Michele Fusco.

Qui il concetto di “capolavoro” cambia prospettiva. Non sono i luoghi a dominare la scena, né i fondali artistici o naturali scelti per gli scatti. Il centro di tutto sono le persone.

I soggetti ritratti abitano spazi in cui arte e natura diventano contesto e non protagonista: la bellezza emerge negli sguardi, nei corpi, nella presenza. Ogni immagine è un incontro e ogni ritratto un universo”, ha spiegato Valentina Martinelli durante la presentazione della mostra.

Tre i percorsi simbolici che attraversano l’esposizione: il primo immerso nei colori del rosso, giallo e arancio, dove identità e forza personale diventano metaforicamente una corona; poi il rapporto profondo con la natura, luogo dove emerge la parte più autentica dell’essere; infine “Castrum Felicitatis – il castello della felicità”, un dialogo tra corpi, architetture e spazi vissuti, fino all’incontro con le opere del maestro Alberto Burri, dove la poesia delle forme umane si fonde con quella dell’arte.

Una mostra che parla di fragilità e forza senza retorica, trasformando la diversità in linguaggio visivo, presenza e racconto condiviso.

L’assessore alla cultura Michela Botteghi ha definito il progetto “un mix ben assortito di arte e sociale”, sottolineando come i protagonisti siano quei ragazzi e ragazze straordinari già apprezzati in esperienze teatrali precedenti.

Presente anche la vicepresidente del CO.FA.D.Donatella Pauselli, che ha voluto ringraziare tutte le persone coinvolte nella realizzazione di un’iniziativa molto attesa dai protagonisti e dalle loro famiglie.

Più che una mostra, forse, un’esperienza. Perché davanti a certe immagini si finisce inevitabilmente per cambiare prospettiva. E capire che, in fondo, ogni persona può essere davvero un capolavoro.

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